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Articoli della Confederazione

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Articoli della Confederazione Patto stipulato dalle tredici colonie inglesi per dare un governo centrale ai neocostituiti Stati Uniti d'America. Il documento, che consisteva di un preambolo e di tredici articoli, fu la legge fondamentale della nazione dal 1781 (anno della sua adozione) al 1789, quando venne sostituito dalla Costituzione americana.

La prima versione degli Articoli della Confederazione, discussa dal secondo Congresso continentale nel 1776, non ottenne l'approvazione dei delegati, preoccupati che le prerogative dei singoli stati fossero mantenute (States' Rights). Secondo la versione finale, adottata il 15 novembre 1777, la nazione americana era una federazione di stati sovrani, ciascuno con il diritto di esprimere un singolo voto. Al governo centrale erano riconosciuti i poteri di condurre la politica estera, stipulare trattati, dichiarare guerra, mantenere l'esercito e la marina, battere moneta e creare uffici postali, ma non quello di esigere tasse o guidare il commercio estero. Ogni provvedimento emanato doveva ottenere il consenso di almeno nove stati, che comunque non potevano in alcun modo essere obbligati ad applicarlo. Fu subito evidente che con queste disposizioni era impossibile attuare un'efficace opera di governo centrale e per questo nel 1787 a Philadelphia si riunì una nuova assemblea nazionale, che nel 1789 approvò il testo della Costituzione americana.

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