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Manoscritto miniato

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Miniatura dal Codex Legum Langobardorum (XI secolo)Miniatura dal Codex Legum Langobardorum (XI secolo)
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Manoscritti arabi e persiani

Anche in Medio Oriente la produzione di manoscritti miniati raggiunse elevati livelli artistici. Poiché la stampa a caratteri mobili non ebbe la stessa diffusione che in Europa, il libro decorato a mano continuò a conservare il proprio prestigio fino ai tempi moderni. I primi illustratori islamici si ispirarono ai prototipi tardoantichi e bizantini, e i codici spesso si aprivano con splendide pagine-tappeto.

Il Corano era il testo ornato più riccamente, ma mai illustrato con figure, in ottemperanza ai dettami religiosi islamici. Seguivano poi i testi scientifici e letterari, come il Trattato sulle stelle fisse (1009, Bodleian Library, Oxford) di as-Sufi e le Maqamat di al-Hariri, di cui ci sono giunte una dozzina di copie risalenti al XIII e XIV secolo. Le illustrazioni delle Maqamat, un libro popolare che raccoglie cinquanta racconti drammatici, riflettono il mondo borghese arabo. Altro testo molto diffuso era Kalila e Dimna, uno dei temi preferiti dei miniatori persiani (vedi Arte persiana). In tutti questi manoscritti arabi provenienti dall'Egitto e dall'Iraq le illustrazioni erano semplici, con sfondi poco elaborati e colori a campiture piatte. Un effetto di verosimiglianza nella rappresentazione di animali ed esseri umani era ottenuto per mezzo di espressioni facciali e gesti esuberanti.

Verso la fine del XIII secolo l'Iran divenne il principale centro mediorientale di produzione di manoscritti miniati. Gli influssi dell'arte orientale si fecero più evidenti: nel XV secolo l'illusionismo spaziale di matrice cinese, creato non con la prospettiva ma tramite la giustapposizione di figure, alte montagne o abissi, venne pienamente assorbito dai pittori persiani. Talvolta i paesaggi e le figure debordavano dalla cornice, suggerendo una spazialità più ampia dell'immagine. Lo Shah namah di Firdusi e il Khamsah di Nezami furono i testi preferiti dalla committenza reale. L'opera più raffinata dell'epoca dei Timuridi è lo Shah namah (1430, Museo Gulistan, Teheran) di Baysunghur, proveniente da Herat nell'Afghanistan occidentale. Le illustrazioni sembrano collocate sullo sfondo regolare di un giardino a forma di montagna e disseminato di piante perfettamente distanziate, che si staglia contro un cielo compatto blu o dorato. Simili sono anche le miniature di epoca safavide, di cui il più grande pittore fu Bihzad, attivo a Herat.

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Manoscritti indiani e turchi

La tradizione dei manoscritti miniati dell'India occidentale ebbe inizio con libri in foglia di palma, databili tra il 1100 e il 1350, poi sostituiti da libri in carta. Le influenze persiane divennero evidenti nel XIV secolo, ma il loro impatto fu veramente significativo solo a metà del XVI secolo, quando anche gli imperatori Moghul dell'India del Nord (vedi Arte indiana) fondarono officine di corte. I miniatori indiani adottarono il lirismo delle miniature persiane, ma seguirono schemi diversi e scelsero di porre i volti di profilo, anche se la figura era vista frontalmente o da dietro.

Anche le miniature turche del XV secolo subirono l'influsso della tradizione persiana, benché trattassero temi differenti: vite dei profeti, dei santi, dei saggi, dei conquistatori e degli eroi turchi; trattati scientifici; la caccia col falcone, il tiro con l'arco e l'equitazione. I miniatori turchi eccellevano nella rappresentazione di grandi folle e festività collettive. Quest'arte declinò nel Settecento.

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Manoscritti ebraici

Lo stile dei manoscritti ebraici seguì quello dei paesi in cui gli ebrei si trovavano a risiedere. I più antichi, provenienti dall'area orientale (Palestina, Siria o Egitto), ricordano le decorazioni coraniche. I caratteristici motivi geometrici a intreccio si conservarono anche nei codici originari della Spagna cristiana, ma qui vennero introdotte le figure, specialmente nella Haggada (il libro contenente il cerimoniale per la celebrazione domestica della Pasqua ebraica), che subì successivamente l'influenza delle Bibbie illustrate francesi del XIII secolo. In Germania libri di Haggada, libri di preghiere e Bibbie vennero decorati in stile gotico. L'aspetto più creativo dei manoscritti ebraici decorati di ogni epoca è la 'micrografia', cioè la creazione di righe di scrittura minuta disposte a formare figure geometriche, umane o animali.

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