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Iraq

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2.3

Problemi e tutela dell’ambiente

Tre guerre devastanti e anni di isolamento economico hanno prodotto gravi danni anche all’ambiente dell’Iraq. La guerra Iran–Iraq (1980-1988), la guerra del Golfo (1991) e l’ultima offensiva militare del 2003 che ha portato alla caduta del regime di Saddam Hussein hanno pesantemente compromesso l’habitat faunistico e inquinato il suolo e l’acqua. In questo clima sono state sostanzialmente trascurate le iniziative di conservazione ambientale.

Durante la guerra del Golfo, sono andate distrutte gran parte delle infrastrutture del paese, comprese le attrezzature impiegate nell’industria petrolifera. Sebbene, dopo la fine della guerra, siano stati ripristinati numerosi pozzi petroliferi e raffinerie, questi non sono stati dotati delle attrezzature necessarie per trattare in maniera sicura i sottoprodotti tossici della raffinazione: i rifiuti pericolosi sono stati rilasciati nell’aria o gettati nei pozzi esauriti. La situazione è ulteriormente peggiorata dopo la guerra del 2003 e la successiva lunga fase di violenze che ne è seguita.

L’ONU stima che in Iraq siano tuttora sepolte 10 milioni di mine terrestri. Le mine rappresentano una minaccia continua per la popolazione umana e animale del paese.

La produttività del terreno coltivabile dell’Iraq è in calo a causa della salinizzazione del suolo, provocata da un drenaggio insufficiente e dalle pratiche di irrigazione per saturazione. L’8,1% (2003) dell'Iraq è irrigato sufficientemente e il 13,1% (2003) del territorio è coltivabile. I progetti governativi di regolamentazione delle acque hanno distrutto gli habitat delle zone umide nell’Iraq orientale, deviando o inaridendo corsi d’acqua affluenti che in precedenza irrigavano queste zone.

Il paese ha aderito alla Convenzione sui World Heritage Site (Siti patrimonio dell’umanità); due sono i siti iscritti, le antiche città di Hatra (dal 1985) e di Ashur (dal 2003). L’Iraq ha ratificato la Convenzione sul Diritto del mare e un accordo sull’abolizione dei test nucleari.

3

Popolazione

Il paese ha una popolazione di 27.499.638 abitanti (2007), perlopiù concentrati nelle aree centrali, presso i sistemi fluviali. La densità media è di 64 unità per km² e il tasso di urbanizzazione raggiunge il 67% (2003). L’80% della popolazione è composto da arabi, mentre i curdi, che occupano le alteterre settentrionali, ne costituiscono il 15%; tra gli altri gruppi etnici si citano caldei, turkmeni, assiri e iraniani. Nelle aree rurali, la vita si svolge ancora all’interno di comunità tribali nomadi o seminomadi, dedite in prevalenza alla pastorizia e all’allevamento di cammelli, cavalli e pecore.

3.1

Lingua e religione

La lingua ufficiale è l’arabo, mentre il curdo e altri dialetti sono diffusi tra le minoranze.

Più del 95% degli iracheni è musulmano, diviso in sciiti (più del 60%), presenti perlopiù nelle zone centrali e meridionali, e sunniti, che popolano soprattutto il nord. Il paese ospita, inoltre, alcune città sante sciite, come An-Najaf e Kerbala. La piccola percentuale di cristiani si compone di cattolici (soprattutto di rito caldeo, ma anche latino, siro e armeno), iazidi e mandei (vedi Cattolicesimo orientale). A Baghdad è inoltre presente una piccola comunità di ebrei.

3.2

Istruzione e cultura

Nonostante l’istruzione primaria sia gratuita e obbligatoria, gran parte della popolazione insediata nelle aree rurali non frequenta la scuola e il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta raggiunge solo il 41,1% (2005). Le università sono sette, di cui tre a Baghdad, che ospita la maggior parte delle istituzioni culturali del paese, come il Museo iracheno, contenente reperti delle antiche civiltà mesopotamiche. Altro museo di rilievo è il Museo di Babilonia, incentrato su ritrovamenti provenienti dall’omonima città.

L’impronta culturale araba pervade oggi pressoché ogni aspetto della vita degli iracheni, sebbene molto tempo prima dell’avvento dell’Islam (VII secolo) l’area nota come Mesopotamia sia stata il centro delle civiltà babilonese e assira. Tale influenza è ben visibile anche in molti dei monumenti sopravvissuti, come la moschea di Al-Kazimayn, il Palazzo degli Abbasidi e la Grande Moschea di Samarra.

4

Divisioni amministrative e città principali

Dalla riforma amministrativa del 1976 l’Iraq è diviso in 18 governatorati, tre dei quali formano una regione autonoma curda (Kurdistan iracheno). Dopo il crollo del regime di Saddam Hussein (2003) i curdi rivendicano l’unione di altri tre governatorati alla regione autonoma. Baghdad è la capitale e la città principale del paese; tra gli altri centri di rilievo si annoverano Bassora (Al Başrah), il nodo marittimo del paese, e Mosul (Al Mawşil).

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