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Iraq

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Iraq: bandieraIraq: bandiera
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7.3

La competizione coloniale

Verso la metà del XIX secolo tra la Gran Bretagna, la Germania e, in minore misura, la Francia iniziò la gara per l’acquisizione dell’egemonia commerciale nell’area mesopotamica. Nel 1861 i britannici fondarono una compagnia di navigazione sul Tigri. La Germania avviò invece un progetto di costruzione di una linea ferroviaria Berlino-Baghdad, ottenendo dal governo ottomano i permessi per estenderla fino al golfo Persico. Nonostante gli stretti legami tra tedeschi e ottomani, negli anni che precedettero la prima guerra mondiale furono i britannici a prevalere nella corsa coloniale. Concludendo accordi diretti con i capi dei clan, Londra riuscì infatti a consolidare la propria strategia nel Golfo, incontrando tuttavia forti resistenze da parte delle autorità religiose sciite; furono queste infatti a surrogare la mancanza di un forte movimento nazionalista, facendosi portavoce della lotta anticolonialista.

Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, che vide l’impero ottomano schierato accanto agli Imperi Centrali, le truppe britanniche invasero il sud della Mesopotamia nel novembre del 1914, raggiungendo Baghdad nel marzo del 1917.

Nel gennaio 1916 il governo inglese aveva promesso il proprio sostegno alle popolazioni arabe che si fossero ribellate al dominio ottomano, prospettando loro la possibilità di costituirsi in seguito in nazioni indipendenti. La rivolta araba, scoppiata nel giugno del 1916 sotto la guida dello sceicco Faisal al-Hussein (il futuro Faisal I, primo re dell’Iraq) e del colonnello inglese Thomas Edward Lawrence, ottenne notevoli successi. In Iraq, tuttavia, i britannici non trovarono lo stesso sostegno, anzi gli ulema sciiti incitarono la popolazione a combatterli e a difendere lo “stato musulmano”.

7.4

Il mandato britannico

La promessa dell’indipendenza fatta agli arabi dal governo di Londra non fu mantenuta. Nel maggio del 1916, pochi mesi dopo l’accordo arabo-britannico, i governi di Londra e Parigi avevano infatti deciso, con l’accordo segreto Sykes-Picot, la spartizione del Medio Oriente in due zone di influenza, una francese e l’altra inglese.

Agli inizi del 1920 la Società delle Nazioni conferì il mandato coloniale sulla Siria alla Francia e quello sull’Iraq alla Gran Bretagna. In luglio in Iraq scoppiò un’insurrezione armata contro la dominazione inglese (la cosiddetta “rivoluzione del 1920”), che fu repressa nel sangue dalle truppe di Londra. In ottobre la Gran Bretagna istituì il primo gabinetto, ma, conscia dell’impossibilità di far accettare a lungo un governo di occupazione, nel 1921 instaurò sul trono iracheno Faisal I. La scelta di Faisal, un hashimita che aveva combattuto nella rivolta araba, venne tenacemente avversata dalle autorità religiose sciite, che si ritirarono nelle città sante.

La Gran Bretagna, oltre a mantenere nella regione un forte contingente militare, stipulò, nel 1922, un trattato di alleanza e protezione con l’Iraq, ratificato nella primavera del 1924 da un’Assemblea costituente che conferì inoltre al paese un nuovo assetto istituzionale, basato sulla monarchia costituzionale ereditaria.

7.5

La monarchia hashimita

La sconfitta degli sciiti fu sancita con l’esilio forzato dell’ayatollah Mahdi al-Khalisi (1923), la massima autorità religiosa sciita irachena, ma soprattutto con la spartizione da parte dei sunniti di tutte le cariche più importanti della nuova amministrazione statale. A far parte della nuova elite vennero infatti chiamati i membri dei clan e delle grandi famiglie urbane sunnite, ex funzionari ed ex ufficiali ottomani, notabili delle confraternite sufi, mentre gli sciiti vennero esclusi anche dalle più basse mansioni dell’amministrazione dello stato e dell’esercito.

Nel 1925 il fallimento del progetto dello stato curdo portò la Società delle Nazioni a unire all’Iraq la provincia di Mosul; in questo modo, alla questione sciita si aggiunse quella curda, non meno esplosiva. Gli anni successivi videro infatti lo scoppio di rivolte indipendentiste sciite e curde, sia nel sud sia nel nord del paese. Inoltre, le frontiere del nuovo stato vennero contestate dall’Arabia Saudita e dalla Turchia.

Nel 1932, scaduto il mandato britannico, l’Iraq entrò a far parte della Società delle Nazioni come stato sovrano. Ma l’indipendenza del paese fu solo formale; di fatto, la Gran Bretagna conservò il controllo sia sullo stato iracheno (con un trattato che prevedeva, tra l’altro, il dispiegamento di forze britanniche sul territorio iracheno per 25 anni), sia sulle sue risorse. Nel 1927 il governo iracheno aveva infatti accordato una prima concessione per lo sfruttamento petrolifero della regione di Baghdad all’Iraq Petroleum Company, una compagnia petrolifera a partecipazione anglo-francese. Nel 1931, l’IPC ottenne l’esclusiva per lo sfruttamento delle risorse petrolifere della regione di Mosul in cambio di un canone irrisorio, provocando forti malumori sia negli apparati dello stato, sia in quelli dell’esercito.

Morto Faisal I nel 1933, sul trono iracheno salì il figlio Ghazi I, contro il quale, a partire dal 1936, i militari organizzarono diverse congiure. Nel 1936 Ghazi firmò un trattato di non aggressione con l’Arabia Saudita, la Turchia e l’Iran, ponendo fine a una controversia territoriale iniziata con la fondazione dello stato. Ghazi morì in un incidente stradale nell’aprile 1939; il trono iracheno, formalmente passato al figlio Faisal II, di soli quattro anni, cadde, di fatto, sotto la tutela militare.

7.6

La seconda guerra mondiale

In base al trattato d’alleanza con la Gran Bretagna, allo scoppio della seconda guerra mondiale l’Iraq ruppe le relazioni diplomatiche con la Germania. Nel marzo 1941 un colpo di stato portò improvvisamente al potere il leader nazionalista Rashid Alì al-Gailani, fautore di una politica di non cooperazione con gli inglesi. Londra reagì immediatamente e, dopo un breve conflitto, nel maggio del 1941 abbatté Rashid e lo sostituì con Nuri al-Said, un politico moderato e filoccidentale che negli anni Trenta aveva ricoperto più volte la carica di primo ministro. Il 17 gennaio del 1943 l’Iraq entrò ufficialmente in guerra contro le potenze dell’Asse.

7.7

Conflitti regionali

Dopo la fine della guerra, le regioni nordorientali del paese furono sconvolte da una serie di rivolte curde, sostenute dall’Unione Sovietica. Per scongiurare l’eventualità che i giacimenti di petrolio cadessero sotto il controllo di Mosca, gli inglesi aumentarono la propria presenza militare in Iraq, causando però il rafforzarsi, sia tra gli iracheni sia tra i curdi, di posizioni nazionaliste e comuniste.

Nel 1947 l’Iraq e la Transgiordania firmarono un trattato di amicizia che prevedeva un mutuo sostegno diplomatico e militare. L’anno successivo, alla proclamazione della nascita di Israele, avvenuta in maggio, le armate iracheno-giordane attaccarono il nuovo stato ma vennero sconfitte; i due paesi firmarono l’armistizio con Israele il 3 aprile 1949 (vedi Guerre arabo-israeliane).

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