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Risultati di Windows Live® Search Concilio Nelle chiese cristiane, assemblea dei vescovi, convocata per deliberare e decidere in merito alla dottrina, a un argomento di fede oppure a questioni di natura pastorale. Un concilio è detto ecumenico quando raduna tutti (o quasi) i vescovi della chiesa. La Chiesa cattolica annovera negli annali ventuno concili ecumenici, che traggono il loro nome dal luogo in cui si sono tenuti. I primi otto si tennero nel corsi del I millennio e furono convocati dagli imperatori di Costantinopoli (vedi Impero bizantino), nominati “protettori della Chiesa”; i tredici convocati dopo il cosiddetto Scisma greco del 1054 (vedi Scisma), che portò alla separazione tra la chiesa di Roma e le chiese d’Oriente, furono indetti dai pontefici. Gli ortodossi e molte confessioni protestanti riconoscono unicamente l’autorità dei primi sette concili ecumenici (Martin Lutero accettava solo i primi quattro). Nelle Chiese protestanti si possono considerare equivalenti in autorità ai concili ecumenici cattolici i seguenti istituti: l’Assemblea generale presbiteriana, le Conferenze generali metodiste, le Convenzioni generali della Chiesa protestante episcopaliana. Nelle Chiesa cattolica esistono altri tipi di concili; in ordine gerarchico ascendente, questi sono: provinciale, primaziale, nazionale, patriarcale e generale o mondiale. Il concilio diocesano cui partecipa tutto il clero di una diocesi, e che è presieduto da un vescovo, si chiama sinodo. Presso i protestanti, il termine “concilio” indica le assemblee radunate per trattare questioni dottrinali e amministrative; questi concili non possiedono però l’autorità dei concili cattolici. Per battisti e congregazionalisti, ad esempio, i concili nazionali valgono meramente come assemblee consultive.
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