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Endorfina Sostanza di natura proteica prodotta dal cervello, che esercita sull’organismo un effetto antidolorifico simile a quello dell’oppio. Per tale motivo, l’endorfina e altri composti ad essa analoghi, come l’encefalina, vengono definiti oppioidi. Con il termine di endorfina in realtà si indica un gruppo di peptidi (cioè di corte molecole proteiche), formati da un minimo di 5 a un massimo di 31 amminoacidi; pertanto, è più corretto parlare di endorfine. La scoperta negli anni Settanta che nel cervello sono presenti recettori per le molecole degli oppiacei come la morfina indusse a ritenere che, poiché queste molecole sono di origine vegetale, tali recettori dovevano essere comparsi per legare non queste ma altre molecole, endogene, cioè prodotte dall’organismo stesso e di simili effetti. Nel 1975 si giunse all’identificazione del gruppo di tali sostanze, che furono denominate oppioidi; le endorfine erano tra queste. Esse vengono anche denominate analgesici endogeni, per distinguerli da quelli sintetici.
L'endorfina più abbondante nell'organismo è la β-endorfina, sintetizzata prevalentemente nell'ipofisi a partire da una molecola precursore di maggiori dimensioni, la pro-opiomelanocortina (POMC); dalla scissione di quest'ultima, oltre all'endorfina, si genera l'ACTH (ormone adrenocorticotropo), gli ormoni stimolanti i melanociti e la β-lipotropina. Dalla POMC si possono originare anche le altre endorfine (a e g). Oltre che nell'ipofisi, l'endorfina è sintetizzata in alcuni neuroni ipotalamici che inviano lunghi prolungamenti in altre regioni del cervello, prevalentemente associate al sistema limbico; essa è stata inoltre dimostrata anche a livello intestinale.
Numerose sono le funzioni ipotizzate per questi peptidi neuroattivi. La principale azione sembra essere quella analgesica morfino-simile, con innalzamento della soglia del dolore (soglia algogena) e, dunque, la capacità di sopportarlo meglio; sembra che pratiche terapeutiche come l’agopuntura agiscano in modo da stimolare la sintesi di endorfine e, quindi, produrre effetti analgesici. Le endorfine esplicherebbero anche un’influenza sul comportamento (ad esempio, sulla risposta allo stress). Esse avrebbero anche un’azione neurotrasmettitrice e neuromodulatrice. In particolare, la presenza della sostanza nel sistema limbico farebbe pensare a un suo coinvolgimento nella funzione mnemonica, nell'apprendimento e nelle emozioni. I disturbi che coinvolgono il sistema delle endorfine (e delle encefaline) sarebbero, fra l'altro, in parte responsabili di alterazioni patologiche del sonno e dei comportamenti di dipendenza da sostanze (nicotina, alcol e altre droghe).
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