Scelti da Encarta
I migliori testi sull'argomento Monopolio, scelti dalla redazione di Encarta
Elementi correlati
Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Monopolio

Risultati di Windows Live® Search

  • Google… il monopolio

    Seconda parte del video su Google. Il gigante buono è cresciuto a dismisura e la sua potenza inizia a solleva...

  • PHPAvatar - La piattaforma

    PHPAvatar vi assisterà nella navigazione dei portali Internet più complessi e anche chi non avrà mai conosciuto il mondo Internet potrà ottenere immediatamente le risposte ...

  • Monopolio - Wikipedia

    Il monopolio è una forma di mercato dove un unico venditore offre un prodotto o un servizio per il quale non esistono sostituti stretti (monopolio naturale) oppure opera in ambito ...

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search

Monopolio

Articolo
Multimedia
Compagnia britannica delle Indie OrientaliCompagnia britannica delle Indie Orientali
Struttura articolo
1

Introduzione

Monopolio In economia, situazione in cui esiste una sola impresa in grado di produrre una determinata merce (ad esempio un certo tipo di carburante) o di fornire un servizio (come il trasporto aereo di passeggeri); quando le imprese in grado di produrre tale merce o servizio sono poche si parla di oligopolio e le conseguenze sul mercato sono simili a quelle determinate dal monopolio: mancanza di concorrenza e quindi possibilità per chi produce di fissare il prezzo di vendita a propria discrezione.

In genere, perché si stabilisca un monopolio devono verificarsi alcune condizioni: il controllo o la disponibilità esclusiva delle materie prime necessarie per fabbricare un determinato prodotto (ad esempio quello dei giacimenti di petrolio); la capacità tecnologica di effettuare determinate lavorazioni o di fornire un servizio a prezzi convenienti; il controllo in esclusiva di un brevetto o di un sistema di lavorazione; l'assenso delle autorità locali.

2

Cenni storici

La tendenza a sfruttare la disponibilità esclusiva di determinate risorse per creare una situazione di monopolio è antica quanto l'uomo. Basta pensare alle miniere di sale o di certi metalli, di cui alcuni sovrani dell'antichità controllavano la proprietà e i commerci, alla proibizione di divulgare il segreto della preparazione della ceramica in vigore in Cina, al controllo sulla produzione e sui prezzi instaurato dalle gilde, le corporazioni delle varie attività artigiane, durante l'età medievale, al controllo sul commercio del tabacco introdotto degli stati europei subito dopo la scoperta dell'America; o ancora, ai monopoli commerciali concessi dal governo britannico alla Compagnia delle Indie Orientali, che indussero il Parlamento inglese a votare nel 1624 una legge, detta Statute of Monopolies, per limitare la libertà del sovrano nel concedere monopoli a privati, con conseguenti danni al libero commercio.

Sul finire del XVIII secolo le norme contro i monopoli si moltiplicarono, in particolare negli Stati Uniti d'America, anche per favorire l'espansione dei traffici internazionali e il consolidarsi dell'attività artigianale e delle prime industrie, sulla base delle teorie economiche liberali di Adam Smith.

Il pericolo di un monopolio si accentuò alla metà del XIX secolo con la formazione di grandi complessi industriali in grado di controllare le materie prime, i trasporti ferroviari e navali, i cicli produttivi nei vari stabilimenti. L'esempio più clamoroso fu quello della Standard Oil creata da John D. Rockefeller negli Stati Uniti d'America; si trattò di uno dei primi casi concreti di trust, una finanziaria che controllava il pacchetto azionario di innumerevoli aziende collegate. Contro il rischio di monopolio rappresentato da queste concentrazioni il 2 luglio 1890 fu approvato lo Sherman Act, prima di una serie di leggi miranti a garantire la libera concorrenza cui si ispirano le moderne legislazioni antitrust.

3

Disciplina attuale

Norme antimonopolio sono oggi in vigore in quasi tutti gli stati; una particolare attenzione è dedicata all'attività dei cosiddetti mergers, in cui le aziende, di solito multinazionali, si organizzano attraverso forme di concentrazione 'verticali', ossia controllando tutto il ciclo produttivo (pozzi di petrolio, raffinerie, oleodotti, autocisterne, distributori di carburante), oppure 'orizzontale', con il controllo di altre aziende che operano nello stesso settore e che altrimenti sarebbero concorrenti.

Nell'Unione Europea, è prevista l'esistenza di un Commissario alla concorrenza, che può emanare direttive per modificare in senso liberale eventuali leggi restrittive esistenti nei singoli paesi e controlla che di fatto non si instaurino situazioni di monopolio all'interno dell'Unione; effettua inoltre controlli anche su eventuali accordi tra produttori, che nel linguaggio economico prendono il nome di cartello, creati allo scopo di limitare la libera determinazione dei prezzi (ad esempio tra le nazioni produttrici di petrolio consociate nell'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio o tra le aziende petrolifere per fissare un unico prezzo di riferimento del carburante, oppure tra le società di assicurazione per uniformare i costi delle polizze).

In Italia è stato istituito un Ufficio del garante alla concorrenza, che ha il compito di controllare che non si verifichino casi di monopolio. Esistono tuttavia alcune attività che lo stato decide di gestire in forma monopolistica, direttamente o attraverso aziende pubbliche, come le poste o le ferrovie: in questi casi, come anche in altri settori da poco liberalizzati e ancora in situazione di quasi-monopolio, ad esempio le trasmissioni radiotelevisive, le comunicazioni telefoniche, la fornitura di energia elettrica, si riteneva che il monopolio fosse necessario per tutelare il pubblico interesse, cioè l'interesse di tutti i cittadini a ricevere un servizio uguale per tutti e a un costo fissato in base a criteri politici (i cosiddetti prezzi amministrati) e non rapportato a criteri strettamente economici. Lo stato, inoltre, conserva determinati monopoli per ragioni fiscali, fornendo ai cittadini taluni prodotti, come le sigarette, a un prezzo che non tiene conto del costo di produzione, ma che viene determinato in modo da garantire una determinata entrata fiscale.

Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft