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Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Nell’ottobre 2005 il progetto di riforma pensionistica del governo incontrò una vasta opposizione nel paese; dopo centinaia di scioperi spontanei, il 28 si fermò tutto il paese per uno sciopero generale proclamato da tutte le federazioni sindacali. Nel novembre 2004, il partito di estrema destra Vlaams Block venne ritenuto dalla Corte suprema colpevole di incitamento alla discriminazione e alla segregazione razziale ed escluso dal finanziamento pubblico e dall’accesso ai programmi televisivi. Il Blocco fiammingo si sciolse, ricostituendosi subito dopo nel nuovo partito Interesse fiammingo (Vlaams Belang); per non incorrere in ulteriori sanzioni, il Vlaams Belang abbandonò il controverso “piano dei 70 punti”, che prevedeva tra l’altro il rimpatrio coatto degli immigrati ed era stato severamente criticato dalle forze politiche democratiche belghe e dalla Convenzione europea per i diritti umani. Nel maggio 2006 ad Anversa, una delle culle del Vlaams Belang, un giovane legato al partito xenofobo uccise per strada, in pieno giorno, una baby-sitter africana e la bimba belga di due anni che aveva in custodia e ferì una donna di origini turche. La drammatica vicenda riportò all’attenzione del paese la pericolosa diffusione dell’odio razziale, che trovò conferma a settembre, quando diversi membri dell’esercito furono arrestati con l’accusa di aver costituito un’organizzazione dedita all’aggressione di stranieri e omosessuali e alla destabilizzazione delle istituzioni.
Le elezioni del giugno 2007 registrano la chiara sconfitta dei partiti di governo, che complessivamente perdono 22 seggi e la maggioranza. I Democratici e liberali fiamminghi del primo ministro Guy Verhofstadt passano dal primo al quarto posto (11,8% dei voti e 18 seggi), preceduti dai cristiano-sociali, che tornano a essere il primo partito del paese (18,5% e 30 seggi), dal Movimento riformatore (12,5% e 23 seggi) e dal Vlaams Belang (12% e 17 seggi). Il Partito socialista vallone ottiene il 10,9% dei voti e 20 seggi, precedendo la coalizione tra Partito socialista fiammingo e Spirit (10,3% e 14 seggi). Nel dicembre 2007, dopo sei mesi di infruttuose trattative tra i partiti fiamminghi e valloni, Guy Verhofstadt è chiamato alla guida di un governo ad interim, della durata di tre mesi; al nuovo governo, cui partecipano cinque partiti, è affidato il difficile compito di elaborare una proposta di riforma istituzionale rivolta a superare la difficile situazione politica e il rischio di una definitiva spaccatura del paese.
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