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Introduzione; Ebraismo, cristianesimo e Islam; Dio nella filosofia e nella teologia occidentali; Le religioni orientali; Politeismo e animismo
Dio In religione, il principio e fondamento ultimo della realtà, l’entità suprema e assoluta. Il termine “Dio”, dal latino deus, deriva dalla radice indoeuropea deiwos, che significa “luminoso”, “celeste”.
Nell’ebraismo, nel cristianesimo e nell’Islam, le tre grandi religioni monoteiste, Dio, o Jahvé, o Allah, è concepito in termini di trascendenza, personalità e unità.
Per Israele la fede in Dio nasce anzitutto come esperienza degli interventi di salvezza di un Dio liberatore. Jahvé (che significa “Io sono colui che fa essere”) è colui che sceglie un popolo prediletto, Israele, con cui sigillare la sua alleanza. Questo Dio è sperimentato come unico, trascendente e santo; il suo comandamento è “non avrai altro Dio all’infuori di me”. La sua sovranità è così grande, che il signore della storia è riconosciuto anche come il creatore del mondo. Egli è il Signore di tutta la Terra. Ciò motiva il rifiuto ebraico nei confronti dell’idolatria: nessuna creatura può rappresentare il Creatore ed è dunque proibito farsene un’immagine materiale. Ma l’uomo è creato a immagine di Dio e ne è il rappresentante nei confronti del creato. Questo Dio è vicino al suo popolo; alcune immagini lo mostrano che promette e minaccia, adirato e persino geloso, ma i suoi attributi specifici sono giustizia, misericordia, verità e fedeltà. È rappresentato come re, giudice, pastore, alleato del suo popolo, padre, sposo, difensore dei deboli.
La medesima fede nel Dio della promessa e della salvezza caratterizza l’evangelo (la lieta notizia) di Gesù: egli annuncia il Padre che salva e perdona l’uomo. Dio si è fatto così vicino agli uomini da mandare sulla terra suo Figlio, Gesù di Nazareth, il Cristo. L’incarnazione del Verbo è la novità inaudita della fede cristiana: il Dio ineffabile e trascendente nel Figlio si è fatto uomo, ha sofferto ed è morto per amore dell’uomo. Dio è amore (Giovanni 1:4-8) e la stessa vita intima di Dio è amore: lo Spirito Santo è il dono che consente all’uomo di partecipare a questa vita intima di Dio e di divenirne Figlio. La dottrina della Trinità, già presente nel Nuovo Testamento, venne ampiamente elaborata nel IV secolo. Il Dio dell’Antico Testamento è per i cristiani il Padre, nome con cui lo aveva chiamato Gesù, e che è utilizzato per sottolineare il suo amore per gli uomini piuttosto che la sua potenza. Gesù stesso, riconosciuto come il Cristo, è indicato come Figlio incarnato o Verbo (Logos), manifestazione concreta di Dio nel finito. Entrambe le espressioni, Figlio e Verbo, implicano la distinzione dal Padre, ma anche l’essere “della stessa sostanza” (in greco homooúsios). Lo Spirito Santo, che secondo la Chiesa cattolica procede dal Padre e dal Figlio, mentre per la Chiesa orientale procede solo dal Padre (è l’argomento della controversia del Filioque), è amorevole presenza di Dio nella creazione.
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