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Shaw, George Bernard

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Shaw: Matrimonio e moralitàShaw: Matrimonio e moralità
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Introduzione

Shaw, George Bernard (Dublino 1856 - Ayot Saint Lawrence, Hertfordshire 1950), drammaturgo, saggista e critico irlandese, insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1925.

Autore drammatico prolifico (scrisse più di cinquanta opere teatrali), George Bernard Shaw fu un eminente critico teatrale e musicale. Il gusto per la satira incisiva, alimentato dall’indignazione che l’ipocrisia borghese e le ingiustizie sociali suscitavano in lui, fa di Shaw uno dei principali autori drammatici di rottura a cavallo dei secoli XIX e XX. Tutta la sua opera, in gran parte ispirata alla critica della società capitalista, è infatti pervasa da un peculiare humour caustico.

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Gli anni della formazione

Nato da una famiglia protestante del ceto medio, ridotta in povertà dal padre alcolizzato, Shaw lasciò l’Irlanda a vent’anni per trasferirsi a Londra, dove raggiunse la madre e la sorella. Lo aspettavano anni di frustrazioni e povertà, in cui, sebbene costretto a lavori saltuari, completò la sua maturazione intellettuale aderendo, tra l’altro, al riformismo moderato della Fabian Society, di cui divenne uno dei più accesi animatori; da tale esperienza nacquero, nel 1889, i Saggi fabiani.

Dopo incerti esordi narrativi, entrò nel mondo del giornalismo dividendosi con competenza tra critica letteraria, teatrale e musicale, cui si dedicò, tra il 1888 e il 1890, firmandosi con lo pseudonimo “Corno di Bassetto”. Divenuto dal 1895 critico teatrale della “Saturday Review”, concentrò le sue energie polemiche contro il teatro convenzionale della Gran Bretagna del tempo, sostenendo la figura e le innovazioni drammaturgiche di Henrik Ibsen.

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Commedie brillanti e denuncia sociale

Al 1892 risale la prima opera di Shaw come drammaturgo, Le case del vedovo, dove ai motivi ibseniani si unisce la parodia delle convenzioni del romanticismo che ancora permeavano il teatro inglese. Dialoghi brillanti e toni sarcastici caratterizzarono tutta la seguente produzione, spiccatamente incentrata su questioni sociali e morali scottanti e che per questo ricevette tiepida accoglienza dal pubblico e duri attacchi dalla censura: alcune opere, come La professione della signora Warren (1893), cinico e acritico ritratto della prostituzione femminile in epoca vittoriana, costò addirittura all’autore una condanna per oscenità. A questo periodo appartengono anche Le armi e l’uomo (1894), pungente accusa contro il militarismo, e Candida (1897), sul tema dell’infedeltà coniugale.

Dopo il matrimonio, nel 1898, con una ricca ereditiera irlandese si dedicò completamente al teatro, scrivendo un numero sorprendente di opere di grande successo, in cui le problematiche sociali continuarono a essere l’asse portante della sua scrittura drammaturgica.

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Tra impegno e dissacrazione: il “dramma di idee”

Il “dramma di idee” inaugurato da Shaw si basa su un personalissimo concetto di moralità spesso dissacrante, che si tratti del ruolo della donna nella società o degli effetti nefasti del capitalismo, dello scottante tema della prostituzione o della compromessa istituzione del matrimonio. Oltre a Cesare e Cleopatra (scritto nel 1898, ma pubblicato nel 1901), Uomo e superuomo (1905), Il maggiore Barbara (1905), grande fortuna ebbe Pigmalione (1913), satira sul pietismo perbenista, il cui successo fu confermato e accresciuto dai vari adattamenti musicali e cinematografici (tra questi, il celebre My Fair Lady di George Cukor).

L’ambiente decadente e il pessimismo di Casa Cuorinfranto (1920) si radicano nel senso di fallimento spirituale percepito dalla generazione di Shaw nei duri anni della prima guerra mondiale. Un tentativo di reazione a ciò fu Torniamo a Matusalemme (1922), una serie di cinque brevi drammi sull’evoluzione del genere umano, dai drammi del passato fino a un fantascientifico futuro. L’ultima grande opera, e suo capolavoro, è Santa Giovanna (1923), tragicommedia sulla sorte paradossale riservata ai salvatori, ai santi e, in genere, a coloro che incarnano un profondo eroismo morale e intellettuale.

Shaw continuò a scrivere fino all’età di novant’anni. Del 1928 è il saggio Guida al socialismo e al capitalismo per la donna intelligente e del 1929 la vivace commedia Il carretto delle mele. Con la sua intelligenza audace e critica, e l’arguzia dissacratoria dei suoi testi, Shaw affrontò temi di scottante attualità, costringendo alla riflessione la sua generazione e quelle successive.

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