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Lesotho

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Lesotho: bandiera e innoLesotho: bandiera e inno
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Introduzione

Lesotho (nome ufficiale Kingdom of Lesotho, Muso oa Lesotho, Regno di Lesotho), stato dell’Africa meridionale; privo di sbocco al mare, costituisce un’enclave nel territorio del Sudafrica. Il paese, già protettorato britannico con il nome di Basutoland, divenne indipendente nel 1966. Ha una superficie complessiva di 30.355 km²; la capitale è Maseru.

2

Territorio

Nella sezione occidentale il paese è occupato per circa un terzo da un altopiano – la cui altitudine è compresa tra i 1.525 e i 1.830 m sul livello del mare – dominato dai monti Maluti (o Maloti), che si estendono da nord-est a sud-ovest. Quest’area offre la maggior parte delle terre coltivabili del paese, sebbene il suolo sia più povero di quello posto alle quote più elevate. Procedendo verso est, i rilievi si innalzano gradualmente fino a raggiungere altezze superiori ai 3.000 metri sui monti dei Draghi, che fiancheggiano il confine orientale del paese raggiungendo l’altitudine massima con la vetta del Thabana Ntlenyana (3.482 m). Dai monti dei Draghi nasce il fiume Orange.

Il clima è prevalentemente temperato, con marcate escursioni termiche sia stagionali sia giornaliere, soprattutto sui rilievi più elevati; nelle regioni occidentali le temperature massime oscillano tra i 32,2 °C del periodo estivo e i -6,7 °C di quello invernale. Le precipitazioni, concentrate prevalentemente tra ottobre e aprile, registrano una media annua di 760 mm a ovest e di 1.905 mm nelle regioni montuose orientali, ma non sono infrequenti annate di siccità.

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Problemi e tutela dell’ambiente

Il degrado del suolo è causato dalla destinazione a pascolo permanente della maggior parte del territorio: lo sfruttamento intensivo e senza restrizioni ne è causa di erosione. Per il basso contenuto organico, gran parte del terreno non è fertile e l’incremento demografico spinge a uno sfruttamento ancor più intenso del poco terreno agricolo. Nel Lesotho le foreste naturali sono diminuite notevolmente e la ripiantumazione in alcune zone non è sufficiente a soddisfare la crescente domanda di legna da ardere, che è la principale fonte di energia. Meno della metà della popolazione può usufruire di acqua potabile. Le aree boschive coprono soltanto lo 0,3% della superficie del paese, che è protetta per lo 0,22% (2007). L’unico Parco nazionale presente è il Sehlabathebe, istituito nel 1970, rifugio naturale per oltre 300 specie diverse di uccelli.

Il governo ha ratificato accordi internazionali sull’ambiente in materia di biodiversità, desertificazione, conservazione della vita marina e protezione dell’ozonosfera.

3

Popolazione

Il Lesotho ha una popolazione di 2.128.180 abitanti (2008), con una densità media di 70 unità per km². Nelle fertili aree occidentali si concentra circa il 70% della popolazione, composta quasi interamente dall’etnia sotho; irrilevanti sono le minoranze di europei e asiatici. La capitale, Maseru, è la maggiore città del paese ed è sede universitaria; altri insediamenti importanti sono Teyateyaneng, Mafeteng e Hlotse.

La carenza di terre e la mancanza di un’offerta regolare di lavoro ha indotto la popolazione maschile sotho a cercare lavoro in Sudafrica (38% nei primi anni Novanta). Ciò ha comportato per le donne l’acquisizione di un ruolo di primo piano all’interno della famiglia. Alla fine degli anni Ottanta molti sotho persero però la propria occupazione a causa del crollo internazionale del prezzo dell’oro e della recessione economica che colpì il Sudafrica.

Le lingue ufficiali sono l’inglese e il sesotho, appartenente alla famiglia bantu (vedi Lingue africane). Circa il 90% della popolazione è di religione cristiana, in prevalenza cattolica (43%) e anglicana, mentre il resto segue perlopiù credenze animiste locali.

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