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Introduzione; Descrizione; Caratteristiche colturali; Caratteristiche nutrizionali; Proprietà e valore economico; Classificazione scientifica
Avena Nome comune delle piante erbacee della famiglia delle graminacee incluse nel genere Avena, nonché delle cariossidi (chicchi) commestibili che esse producono. Si tratta di circa 25 specie, ampiamente coltivate a scopo alimentare nei climi temperati più freschi. Le varietà utilizzate in agricoltura furono selezionate circa 4500 anni fa a partire da specie selvatiche, da coltivatori europei e mediorientali. I chicchi di avena vengono destinati all’alimentazione umana o animale; le piante verdi sono spesso messe a fieno, immagazzinate nei silos e utilizzate come foraggio, mentre le piante essiccate costituiscono un ottimo materiale da lettiera per il bestiame. L’avena rappresenta un’importante coltura da rotazione nelle aziende agricole che dispongono di bestiame e di terreno arabile.
Le diverse specie di avena presentano il tipico fusto erbaceo delle graminacee, detto culmo, cavo e sottile e suddiviso in diversi internodi. Le foglie sono sottili e allungate, a nervature parallele, avvolte a guaina intorno al culmo in modo da ricoprire un intero internodo ciascuna. Dai fiori, riuniti a gruppi di 2 o 3 in infiorescenze lasse a spighette, si sviluppano le cariossidi, vale a dire frutti secchi e indeiscenti, ricchi di amido. Le glumette, le brattee che avvolgono le cariossidi, si prolungano in due caratteristiche ariste sottili.
L’avena viene generalmente seminata all’inizio della primavera e raccolta in piena o tarda estate; nelle regioni meridionali dell’Europa e del Nord America può essere seminata anche in autunno. La specie più diffusamente coltivata è Avena sativa, mentre Avena fatua, nota con il nome comune di “avena folle”, è considerata una pianta infestante difficile da eliminare: cresce in Europa, nel Nord America e in Asia.
Al momento del raccolto i chicchi d’avena consistono di cariossidi (frutti) altamente digeribili avvolte da un tegumento non digeribile. Rispetto ad altri cereali, l’avena integrale produce un alimento ricco di proteine (12%), grassi (7%), fibre (dal 12 al 14%) e carboidrati (circa 64%). Rispetto alle varietà comuni fino a qualche tempo fa, quelle attualmente coltivate hanno rese più elevate e sono più ricche di proteine e di sostanze energetiche; sono, inoltre, più resistenti alla ruggine, ai virus e alle aggressioni di insetti. Se consumata sotto forma di cereali ottenuti dai chicci tostati, l’avena è un’ottima fonte di proteine e di tiamina o vitamina B1.
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