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Risultati di Windows Live® Search Comte, Auguste (Montpellier 1798 - Parigi 1857), filosofo e sociologo francese, considerato il fondatore del positivismo. Comte frequentò l'Ecole Polytechnique di Parigi dal 1814 al 1816, ma ne venne espulso per aver partecipato a una sommossa studentesca; in seguito, fu segretario del filosofo Saint-Simon, la cui influenza è ravvisabile in molti scritti comtiani, e ottenne l'incarico di esaminatore presso l'Ecole Polytechnique. Gli ultimi anni della sua vita vennero turbati da periodi di malattia mentale. Sensibile alla rivoluzione scientifica, politica e industriale del suo tempo, Comte auspicò una ristrutturazione globale dell'assetto sociale, ottenuta grazie alla diffusione della mentalità scientifica. Nella sua opera più importante, il Corso di filosofia positiva (6 voll., 1830-1844), egli analizzò l'evoluzione dell'intelletto umano nei vari campi del sapere, in particolare nelle scienze, teorizzando l'esistenza di una legge, denominata 'legge dei tre stadi', che presiede al divenire storico e determina il progressivo sviluppo sia della conoscenza sia della società. In base a questa legge, lo sviluppo di ogni disciplina scientifica attraversa tre tappe: lo stadio teologico o fittizio, lo stadio metafisico o astratto e, da ultimo, lo stadio scientifico o 'positivo'. Nello stadio teologico si diffondono spiegazioni ingenue degli eventi, riducibili all'azione di una o più divinità; nello stadio metafisico i fenomeni vengono spiegati ricorrendo ad astratte categorie filosofiche; nell'ultimo stadio di questa evoluzione, quello scientifico, non si ricercano spiegazioni assolute delle cause dei fenomeni, ma si indagano le modalità di relazione tra essi, col proposito di giungere a generalizzazioni empiriche passibili di verifica. Parallelamente, in campo politico, lo stadio teologico riconduce l’origine del potere al diritto divino dei sovrani; nello stadio metafisico si affermano le nozioni di contratto sociale, uguaglianza e sovranità popolare; lo stadio positivo, infine, impone un approccio scientifico o 'sociologico' (termine coniato da Comte) ai problemi del vivere umano associato. Critico verso i regimi democratici, Comte immaginò una società governata da un'élite di scienziati che avrebbe applicato metodi scientifici per risolvere i problemi dell'umanità e migliorarne le condizioni sociali. Benché si sia rifiutato di credere nell'esistenza di una divinità trascendente, Comte apprezzò il contributo della religione alla stabilità della società. Nel suo Sistema di politica positiva (4 voll., 1851-1854) egli presentò la sua 'religione dell'umanità', tesa a promuovere il benessere e il perfezionamento di tutti i membri del corpo sociale.
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