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Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino

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Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadinoDichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino

Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino Manifesto rivoluzionario adottato il 26 agosto del 1789 dall’Assemblea nazionale francese e posto come preambolo alla nuova Costituzione del 1791 (vedi Rivoluzione francese). La Déclaration des droits de l’homme et du citoyen elencava i diritti di cui “tutti gli uomini” erano da considerare dotati in modo inalienabile, negando il diritto divino dei re che era alla base dell’assolutismo.

I diritti inalienabili comprendevano la partecipazione, tramite rappresentanti, alla produzione delle leggi, l’uguaglianza di fronte alla legge, un regime fiscale equo, la difesa della proprietà privata da atti arbitrari dello stato, la libertà di religione, di parola e di stampa, la tutela da arresti e condanne arbitrarie.

Alcuni storici scorgono nel documento l’influenza della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America e delle carte di diritti inclusi nelle costituzioni di alcuni stati americani, altri lo fanno risalire invece ai principi giuridici democratici inglesi. Altri ancora vedono nell’enfasi sui diritti individuali l’influsso della dottrina calvinista sulla libertà di coscienza. Ampiamente diffusa è poi la tesi che la dichiarazione sia anche un frutto delle idee dell’età dell’Illuminismo.

La Dichiarazione ebbe una grande influenza sul pensiero politico e sulle istituzioni. Fu definita dallo storico Jules Michelet “il credo della nuova età” e divenne un modello per le dichiarazioni dei diritti politici e civili degli stati europei del XIX secolo e per la carta dei diritti della Costituzione della Repubblica di Weimar in Germania (1919-1933).

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