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Medicina

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La medicina ebraica

La medicina ebraica, che trasse molto dal contatto con la medicina mesopotamica nel periodo di cattività assira e babilonese (vedi Ebrei), considerava la malattia come una prova dell’ira di Dio. I sacerdoti acquisirono la responsabilità di compilare regolamenti igienici, mentre venne definita la figura professionale della levatrice. Sebbene la Bibbia contenga alcuni riferimenti alle malattie causate dall’intrusione degli spiriti, il tono della medicina biblica è particolarmente moderno nella sua forte enfasi sulla prevenzione della malattia. In particolare, il libro del Levitico comprende precise indicazioni su argomenti come l’igiene femminile, la necessità dell’isolamento dei malati e la disinfezione dei materiali in grado di ospitare e trasmettere germi. Sebbene la circoncisione fosse l’unica procedura chirurgica descritta ed effettuata secondo una pratica precisa, venivano anche curate le fratture, con bende arrotolate, e le ferite, con olio, vino e balsamo. Si ritiene che il termine “lebbra”, citato tanto di frequente nella Bibbia, indicasse molte malattie della pelle, compresa la psoriasi.

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La medicina indiana

Le pratiche dell’antica medicina indù, o del Vedanta (1500-100 a.C.), sono descritte nelle opere di due medici più tardi, Charaka e Susruta. Susruta fornì descrizioni riconoscibili di malaria, tubercolosi e diabete. Scrisse anche della canapa indiana (Cannabis sativa indica) e del giusquiamo (Hyoscyamus niger) per indurre anestesia, e segnalò antidoti specifici e terapie molto efficaci per i morsi dei serpenti velenosi. Un antico farmaco indù derivato dalla radice della pianta indiana Rauwolfia serpentina fu la fonte del primo tranquillante moderno. Nel campo della chirurgia agli indù si attribuisce la maggiore abilità del mondo antico. Furono probabilmente i primi a eseguire con successo innesti cutanei e chirurgia plastica del naso. Con la diffusione del buddhismo lo studio dell’anatomia fu proibito, e con la conquista musulmana il campo della medicina in India declinò ulteriormente.

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La medicina cinese

Nell’antica Cina le proibizioni religiose contro la dissezione fecero sì che le conoscenze delle strutture e delle funzioni del corpo restassero inadeguate. Di conseguenza, la tecnica chirurgica restò elementare, a vantaggio dello sviluppo della medicina esterna. Le terapie di cui questa si avvaleva erano soprattutto il massaggio e la coppettazione (metodo per trattare le congestioni, in cui il sangue viene attirato sulla superficie della pelle tramite l’applicazione cutanea di una coppa in cui viene creato il vuoto). Due particolari metodi terapeutici erano l’agopuntura, cioè l’infissione di aghi sottili nella cute per alleviare dolore e congestione, e la moxibustione, metodo di cauterizzazione della pelle basato sull’applicazione di moxa accesa, cioè di una preparazione di foglie di assenzio cinese inzuppate in olio. Importanti farmaci cinesi erano il rabarbaro, l’aconito, lo zolfo, l’arsenico e, importantissimo, l’oppio. Venivano inoltre usati preparati a base di organi ed escrementi di animali, retaggio di antichi rituali.

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La medicina greca

La medicina greca più antica era collegata alla magia e agli incantesimi. Omero, che considerava Apollo il dio iniziatore dell’arte sanitaria, nell’Iliade rivela una notevole conoscenza del trattamento delle ferite e di altre lesioni tramite chirurgia, la quale veniva già riconosciuta come specialità distinta dalla medicina interna. In seguito Asclepio sostituì Apollo come dio della medicina e i sacerdoti praticarono l’arte della guarigione nei suoi templi. Più tardi ancora, una setta semisacerdotale, quella degli Asclepiadi, che si dichiaravano discendenti del dio della medicina, praticò una forma di psicoterapia. Alcune prove indicano che gli studi egizi sulla fisiologia e la patologia, basati sul lavoro del medico Imhotep, possano aver influenzato il filosofo greco Talete di Mileto che viaggiò in Egitto nel VII secolo a.C.

Entro il VI secolo a.C. la medicina greca era diventata completamente laica e valorizzava l’osservazione clinica e l’esperienza. Nella colonia greca di Crotone lo studioso Alcmeone identificò il cervello come sede fisiologica dei sensi. Il filosofo greco Empedocle, invece, elaborò il concetto secondo il quale la malattia è causata da uno squilibrio nell’armonia che normalmente sussiste tra i quattro elementi fondamentali (fuoco, aria, acqua e terra) e formulò una rudimentale teoria dell’evoluzione.

8.1

Il giuramento di Ippocrate

Coo e Cnido furono le sedi delle più famose scuole greche di medicina che fiorirono nel V secolo a.C. sotto gli Asclepiadi. Studenti di entrambe le scuole contribuirono probabilmente alla stesura del Corpus Hippocraticum, un’antologia di scritti tradizionalmente attribuita a Ippocrate di Coo, considerato il fondatore della medicina. In tale opera non si prevede l’utilizzo a scopo terapeutico di pratiche magiche. I medici erano tenuti a pronunciare il famoso giuramento, attribuito a Ippocrate e tuttora in uso (Giuramento di Ippocrate).

Le nozioni di anatomia umana erano fondate soprattutto sulla dissezione di animali; quelle di fisiologia si basavano sull’attività dei quattro umori cardinali, o fluidi, dell’organismo, un concetto derivato dalla teoria dei quattro elementi di Empedocle: dolore e malattie erano attribuiti allo squilibrio di questi umori. Il vero genio di Ippocrate si rivela negli Aforismi e prognostici, contenenti concisi riassunti di vasta esperienza clinica che ispirarono innumerevoli commenti fino al XVIII secolo. Notevole è anche l’opera di Ippocrate Fratture, Lussazioni e Ferite.

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