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Struttura articolo
Introduzione; I primordi della medicina; La medicina egizia; La medicina della Mesopotamia; La medicina ebraica; La medicina indiana; La medicina cinese; La medicina greca; La medicina greco-romana; La medicina romana; La medicina araba; La medicina europea; Gli albori della medicina moderna; La fine del XVIII secolo; La medicina nel XIX secolo; La medicina nel XX secolo
Molte scoperte fatte nel XIX secolo portarono a grandi passi avanti nella diagnosi e nella terapia delle malattie e nei metodi chirurgici. Le procedure diagnostiche dei disturbi del torace erano già progredite nel XVIII secolo con il metodo della percussione descritto nel 1761 dal medico austriaco Leopold Auenbrugger (1722-1809). Il suo lavoro fu, tuttavia, ignorato fino al 1808, quando venne pubblicato in una traduzione francese dal medico personale di Napoleone. Intorno al 1819 il medico francese René T.H. Laënnec (1781-1826) inventò lo stetoscopio, che tuttora è uno degli strumenti più utili del medico. Numerosi, eccellenti clinici britannici fecero propri i nuovi metodi di diagnosi delle malattie, con il risultato che i loro nomi sono diventati noti poiché abbinati a malattie oggi comunemente riconosciute. Thomas Addison (1795-1860) scoprì la malattia delle ghiandole surrenali detta morbo di Addison; Richard Bright (1789-1858) diagnosticò la nefrite, che un tempo veniva detta malattia di Bright; Thomas Hodgkin (1798-1866) descrisse una malattia maligna dei tessuti linfatici, ora nota come linfoma di Hodgkin; il chirurgo e paleontologo James Parkinson (1755-1828) descrisse la malattia neurologica cronica chiamata morbo di Parkinson; il medico irlandese Robert James Graves (1786-1853) diagnosticò il gozzo esoftalmico, detto anche malattia di Graves.
La medicina deve molto alle università tedesche per le scoperte scientifiche che eliminarono ciò che rimaneva della tradizionale teoria degli umori. Di importanza fondamentale fu lo sviluppo, da parte del botanico tedesco Matthias J. Schleiden, della teoria cellulare dello sviluppo organico, che aprì la strada allo studio microscopico dei tessuti malati. In seguito, l’anatomista e fisiologo tedesco Theodor Schwann applicò le teorie di Schleiden all’evoluzione della vita animale. L’opera di Marie F.X. Bichat nello studio sistematico del tessuto umano fu fondamentale per lo sviluppo dell’istologia. Il patologo e medico austriaco Karl von Rokitansky (1804-1878), che eseguì oltre 30.000 autopsie, fu il primo a individuare l’origine batterica dell’endocardite. Tra gli altri fondatori della patologia microscopica si ricordano il già citato Theodor Schwann, il fisiologo e neurologo tedesco Robert Remak (1815-1865), il fisiologo ceco Jan E. Purkinje, l’anatomista e fisiologo svizzero Rudolf Albert von Kölliker (1817-1905), nonché l’anatomopatologo tedesco Friedrich Gustav Jacob Henle (1809-1885). In Germania il biologo estone Karl Ernst von Baer condusse ricerche pionieristiche di embriologia scoprendo l’ovulo umano, e il fisiologo tedesco Johannes Peter Müller (1801–1858) introdusse il concetto dell’energia specifica dei nervi. Il culmine di questa notevole serie di studi è costituito dall’opera di Rudolf Virchow, la cui teoria che le malattie non sono altro che l’espressione della reazione delle cellule ad agenti esterni che invadono l’organismo resta la pietra miliare della moderna scienza medica.
La teoria dell’evoluzione sostenuta da Charles Darwin ravvivò l’interesse per la scienza dell’anatomia comparata e della fisiologia; gli esperimenti sulle piante del biologo austriaco Gregor Mendel ebbero un effetto simile, stimolando gli studi sulla genetica umana e l’ereditarietà. I primi studi sulla fermentazione da parte del chimico e microbiologo francese Louis Pasteur provocarono l’accantonamento definitivo della teoria della generazione spontanea e risvegliarono l’interesse per l’ipotesi che le malattie potessero derivare da un contagio specifico. Importante nello sviluppo della teoria dei germi fu il lavoro pionieristico sulla febbre puerperale da parte del medico e scrittore statunitense Oliver Wendell Holmes (1809-1894) e dell’ostetrico ungherese Ignác F. Semmelweis, che dimostrarono che l’alto tasso di mortalità nelle donne dopo il parto era attribuibile ad agenti infettivi trasmessi dalle mani non lavate dei medici. Louis Pasteur e Robert Koch fornirono contributi fondamentali alla batteriologia, che nel giro di pochi decenni portarono all’isolamento delle cause di antichissimi flagelli come antrace, difterite, tubercolosi, morbo di Hansen (lebbra) e peste. Il fisiologo tedesco Emil H. Du Bois-Reymond (1818-1896) contribuì all’acquisizione di nuove conoscenze, grazie ai suoi studi dei processi metabolici e della fisiologia di muscoli e nervi.
Fra i primi batteriologi ricordiamo il fisiologo tedesco Edwin T.A. Klebs (1834-1913), che scoprì il bacillo che causa la difterite, studiò la batteriologia dell’antrace e della malaria, e produsse la tubercolosi nei bovini e la sifilide nelle scimmie; il batteriologo tedesco Friedrich A.J. Löffler (1852-1915), scopritore del batterio responsabile della gonorrea; nonché il medico norvegese Gerhard Henrik Hansen (1841-1912), che scoprì il bacillo della lebbra. Il tedesco Karl S.F. Crédé introdusse la pratica di instillazione di gocce di una soluzione antisettica di nitrato d’argento negli occhi dei neonati per prevenire la gonoblenorrea (o congiuntivite gonococcica). Il metodo di Pasteur dell’immunizzazione tramite inoculazione di virus attenuati fu impiegato con successo nel trattamento della rabbia; il batteriologo tedesco Emil von Behring sviluppò sieri immunizzanti contro difterite e tetano. Il batteriologo russo Ilja Mečnikov fu il primo a dimostrare il processo della fagocitosi, cioè la capacità di distruggere batteri e altre sostanze estranee da parte di alcune cellule del sangue. Nel 1900 il medico, chirurgo e batteriologo dell’esercito degli Stati Uniti Walter Reed (1851-1902), sviluppando con i colleghi un suggerimento del biologo cubano Carlos Juan Finlay (1833-1915), dimostrò che la zanzara è il vettore della febbre gialla, solo pochi anni dopo che il medico britannico Ronald Ross aveva dimostrato il ruolo della zanzara nella diffusione del parassita della malaria.
La chirurgia trasse grande beneficio dallo sviluppo della teoria dei germi. Il chirurgo e biologo britannico Joseph Lister adottò l’uso del fenolo come agente antisettico, ottenendo eccezionali risultati nella riduzione della mortalità per le infezioni delle ferite. Lister dimostrò, inoltre, che i batteri vengono trasportati dall’aria; l’era della chirurgia asettica, basata sulla sterilizzazione di tutto ciò che viene in contatto con il malato durante un’operazione ebbe, tuttavia, inizio solo quando ci si rese conto che questi microrganismi vengono anche veicolati dalle mani e dagli strumenti. Un altro grande progresso nella chirurgia arrivò con la scoperta degli anestetici.
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