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La società degli aztechi era divisa in tre classi: schiavi, plebei e nobili. Gli schiavi, che erano tali per nascita, potevano comprare la propria libertà, o conquistarla, fuggendo e rifugiandosi nel palazzo reale. I plebei, o maceualtin, coltivavano collettivamente la terra di cui erano usufruttuari. La nobiltà comprendeva i nobili per nascita, i sacerdoti e coloro che si erano conquistati il rango, in primo luogo i guerrieri. Gli aztechi adoravano numerosi dei; tra questi, i più importanti erano Uitzilopochtli (il dio della guerra), Coyolxauhqui (la dea della Luna, nei miti uccisa dal fratello Uitzilopochtli), Tlaloc (il dio della pioggia) e Quetzalcoatl (al quale era attribuita l'invenzione della scrittura). Vedi anche Mitologia azteca. I sacrifici umani e animali erano parte integrante della religione azteca, e supremo orgoglio per il guerriero era morire in battaglia o immolarsi quale vittima sacrificale, sebbene spesso fossero i prigionieri a essere sacrificati in riti secondari. Per i loro manoscritti (o codici) in carta o pelli di animali, di cui ci sono pervenuti alcuni esempi, gli aztechi usavano la pittografia. Il loro complesso e accurato calendario era di origine maya.
Gli aztechi contemporanei vivono nei pressi di Città di Messico e superano il milione, costituendo il gruppo di indios più importante del paese. Parlano la lingua azteco-nahua e, nonostante la conversione al cattolicesimo, molte delle loro credenze religiose tradizionali sono sopravvissute. Vedi anche Arte azteca; Mitologia azteca.
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