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Ishtar

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Ishtar Divinità venerata dai babilonesi e dagli assiri; corrisponde ad Astarte, nome romano e greco di Asthoreth, dea fenicia dell'amore e della fecondità. Nell'antico mondo semitico esistevano più varianti di questo nome: Athtar in Arabia, Astar in Abissinia (l'odierna Etiopia), e Ashtart a Canaan e in Israele. Anche il sesso della divinità cambiava: Athtar e Astar erano divinità maschili. Ishtar di Erech (a Babilonia) era una dea associata al culto della stella della sera, ma Ishtar degli accadi (anche a Babilonia) era un dio identificato con la stella del mattino. Come dea, Ishtar era la Grande Madre; simboleggiava la fertilità ed era la regina del cielo, ma era caratterizzata anche da aspetti distruttivi e considerata, soprattutto dagli assiri, una dea della caccia e della guerra, raffigurata con spada, arco e frecce. Per i babilonesi, Ishtar era la divinità madre per eccellenza, era ritratta nuda e con un seno prosperoso o come una madre con un bambino al petto. Come dea dell'amore causò la rovina di molti dei suoi amanti, tra i quali il più illustre era il suo consorte Tammuz, corrispettivo babilonese di Adone. Vedi anche Religione babilonese.

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