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Artiglieria Termine generale con cui si indica sia il complesso delle armi pesanti, come cannoni e lanciarazzi, sia il nome dell'arma dell'esercito che impiega questo tipo di mezzi. Le armi di grosso calibro che costituiscono l'artiglieria sono utilizzate dalle forze di terra, ma possono essere montate anche su navi e aerei. Esse possono essere suddivise in quattro categorie fondamentali: cannoni, mortai, obici e lanciarazzi.
Un cannone è un'arma di grosso calibro che spara proiettili ad alta velocità e con traiettoria tesa, che di solito possiedono una carica esplosiva che detona all'impatto col bersaglio. Il cannone normalmente presenta sulla superficie interna una rigatura a spirale che imprime al proiettile un movimento rotatorio attorno al proprio asse. Tale movimento accresce la stabilità del proiettile stesso durante il volo, rendendo la traiettoria più precisa (vedi Balistica). I primi cannoni sparavano semplici proiettili non esplosivi e venivano caricati dalla bocca della canna. In seguito furono adottate munizioni che producevano ventagli di schegge metalliche, o shrapnel, e che venivano caricate dalla culatta, così da permettere un tiro più rapido. Oggi possono utilizzare anche munizioni anticarro, a guida laser, in grado di distruggere carri armati in movimento, e antiuomo, che rilasciano ventagli di piccole bombe.
Un mortaio è un cannone che lancia granate lungo una traiettoria alta e arcuata, che consente al proiettile di scavalcare un eventuale ostacolo topografico per raggiungere il bersaglio. Le granate vengono caricate attraverso la bocca dell'arma; scivolando all'interno lungo la canna, finiscono con l'urtare un'unghia di percussione che provoca la detonazione della carica di lancio. I mortai sono particolarmente adatti nelle operazioni belliche in terreni dalla topografia irregolare, sono facilmente trasportabili e di semplice funzionamento. Come i cannoni, i primi mortai sparavano proiettili non esplosivi; solo in un secondo tempo essi vennero progettati in modo da lanciare granate dotate di spolette che potevano essere regolate per esplodere all'impatto col terreno o appena prima di toccare il suolo.
In origine, gli obici avevano una canna di lunghezza media che sparava un proiettile a velocità moderata lungo una traiettoria curva. Sparando con un alzo ridotto, gli obici potevano raggiungere una gittata considerevole, come i cannoni, mentre con un alzo elevato potevano scavalcare ostacoli, come i mortai. Oggi, le differenze tra cannoni e obici sono più sfumate. Gli obici sono ora dotati di canne più lunghe e possono sparare una varietà di proiettili a distanze che un tempo erano coperte soltanto dai cannoni. Gli obici leggeri sono di solito montati su un affusto dotato di ruote e possono essere rimorchiati, trasportati da elicotteri o paracadutati da aerei in zona di operazioni. Gli obici medi di cui alcuni eserciti dispongono sono in grado di sparare munizioni chimiche o nucleari e anche di distribuire mine.
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