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Artiglieria

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Obice semovente M-110Obice semovente M-110
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Lanciarazzi

I lanciarazzi guidano la partenza di proiettili autopropulsi, i missili, che possono percorrere grandi distanze e colpire bersagli con grande precisione. I missili consistono essenzialmente di un propulsore a razzo e di una testata esplosiva e si distinguono principalmente in due tipi: quelli non guidati e quelli guidati. I primi, che propriamente dovrebbero essere chiamati semplicemente razzi, sono indirizzati dal lanciarazzi in una traiettoria non modificabile. I missili guidati, invece, sono dotati di speciali dispositivi che permettono di controllarne con precisione la traiettoria durante il volo (vedi Missili guidati; Missilistica militare). L'uso diffuso dei lanciarazzi ebbe inizio nel corso della seconda guerra mondiale.

Missili con testate più grandi e gittate superiori sono montati su rampe. Tra le armi più potenti impiegate durante la guerra era il razzo tedesco V-2, con una traiettoria balistica molto arcuata e alta (tanto da uscire dall'atmosfera), e un raggio di azione di 350 km.

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Lo sviluppo dell'artiglieria

I romani e altri popoli dell'antichità usavano congegni come le catapulte per scagliare massi e altri proiettili contro fortificazioni e formazioni nemiche. Le prime armi da fuoco apparvero in Europa agli inizi del XIV secolo. L'artiglieria di quest'epoca sparava soprattutto palle di ferro, che più che infliggere danni veri e propri seminavano il panico tra i ranghi del nemico. I primi pezzi di artiglieria erano notoriamente inaffidabili ed era difficile controllarne l'esplosione, che spesso avveniva all'atto di far fuoco. Questo rimase un grosso problema fino al termine del XIX secolo. Da allora, i progressi realizzati in metallurgia hanno migliorato l'efficienza dei pezzi e l'artiglieria ha assunto un ruolo di assoluto rilievo negli eserciti moderni.

Lo sviluppo dell'artiglieria ha comunque prodotto notevoli cambiamenti nella tattica di guerra. I primi cannoni e mortai venivano usati soprattutto contro città fortificate, dal momento che il grande peso dei pezzi di artiglieria impediva che essi fossero impiegati in una guerra di movimento. Solo sul finire del XV secolo i francesi utilizzarono per la prima volta in battaglia, e con buon esito, cannoni dotati di ruote. Agli inizi del XIX secolo l'artiglieria aveva ormai assunto il carattere di forza mobile di supporto nelle operazioni belliche. Il fuoco delle batterie di artiglieria veniva usato per distruggere formazioni nemiche attaccanti o per scompaginare le forze in difesa prima di lanciare un attacco. L'artiglieria, trainata da cavalli, aveva acquistato mobilità e poteva essere spostata da un punto all'altro di un campo di battaglia.

Durante la prima guerra mondiale l'intenso fuoco di artiglieria tolse a entrambe le parti in conflitto la capacità di muovere forze, e ciò condusse alla situazione di stallo della guerra di trincea. La seconda guerra mondiale vide un ritorno alle tattiche di manovra, con l'entrata in scena dei carri armati e dei veicoli blindati per il trasporto di truppe, ma l'artiglieria continuò comunque a essere la forza più distruttiva sul campo di battaglia. In conflitti recenti, come nella guerra di Corea e in quella del Vietnam, l'artiglieria fornì la maggiore copertura di fuoco per le forze di terra.

I recenti progressi nelle prestazioni dei computer e nei sistemi di rilevamento hanno reso possibile il progetto e la costruzione di pezzi di artiglieria capaci di muoversi autonomamente su un campo di battaglia, fermandosi per sparare e guadagnando rapidamente un'altra posizione. Alcuni di essi, inoltre, possono essere caricati con i cosiddetti proiettili 'intelligenti', in grado di dirigersi verso bersagli fissi o mobili grazie all'uso di sofisticati sensori. Queste munizioni sono dette anche 'fire-and-forget' (spara e dimentica), dal momento che non è necessario correggerne la traiettoria durante il volo.

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