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Abitazione

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Dal Rinascimento al Settecento

Il palazzo fu perfezionato durante il Rinascimento, giungendo a rappresentare una delle tipologie architettoniche più durevoli e caratteristiche di quell'epoca. I palazzi furono eretti per la prima volta a Firenze, da dove si diffusero presto in tutto il mondo occidentale. In Francia la struttura del palazzo fu unita a quella del castello, dando luogo allo château di campagna, dotato di giardini e di fontane. In Inghilterra si sviluppò in particolar modo la residenza signorile di campagna, al centro di una tenuta che spesso comprendeva interi villaggi. Nelle città le condizioni abitative rimasero in epoca rinascimentale ancora molto precarie, soprattutto da un punto di vista igienico.

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Il XIX secolo

La rivoluzione industriale segnò, in primo luogo in Gran Bretagna, la nascita di sobborghi operai costituiti da piccole case a schiera, che non riuscirono a risolvere però il problema delle abitazioni e anzi si rivelarono estremamente malsani. La classe media della maggior parte dei paesi occidentali, che poteva permettersi di acquistare terreni edificabili, si dotò presto di grandi case ampie e confortevoli, differenti a seconda delle tradizioni architettoniche locali.

Già nel tardo XIX secolo la costruzione della casa d'abitazione divenne il tema di maggiore interesse, oggetto di studio di numerosi architetti. Si diffusero libri che riportavano i disegni di case di ogni tipo e l'architettura abitativa divenne oggetto di riviste specialistiche. La casa divenne uno status symbol.

La tecnologia degli impianti idrici e di riscaldamento migliorò rapidamente e, una volta inventato l'ascensore, si preferì sempre più erigere alte case ad appartamenti. Lo sviluppo in altezza degli edifici abitativi avvenne negli Stati Uniti a partire dal 1865 e si diffuse in seguito in tutta Europa e nel resto del mondo.

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Il XX secolo

Gli stili architettonici tradizionali continuarono a esercitare una vasta influenza fino all'inizio del Novecento. Tra i primi a concepire la casa secondo canoni nuovi fu Frank Lloyd Wright: in svariati edifici costruiti alla periferia di Chicago, Wright diede vita a un fluire di spazi interni, del tutto lontano dalla tradizionale concezione di casa come agglomerato di stanze chiuse. Su questa strada proseguirono in Europa architetti come Ludwig Mies van der Rohe (Casa Tugendhat a Brno, 1930) e Adolf Loos, che a una progettazione spaziale tridimensionale e alla ricchezza degli spazi interni contrappose un trattamento estremamente lineare e quasi 'indifferente' degli esterni, del tutto privi di ornamentazioni.

Il vetro, l'acciaio e il cemento armato fornirono agli architetti molte nuove possibilità. Se queste dapprima furono intese come strettamente legate all'adozione di un linguaggio moderno, più recentemente si sono rivelate applicabili a ogni genere di linguaggio. Così l'uso di tecnologie atte a creare il massimo comfort si è ormai diffuso pressoché in tutte le abitazioni, a prescindere dalle loro caratteristiche stilistiche.

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L’abitazione in Oriente

I tipi abitativi indiani variano a seconda della zona, del clima e delle tradizioni locali. Nei villaggi si possono vedere sia case sviluppate intorno a una corte sia costituite da una sola stanza, mentre nelle città sono diffuse le affollate case popolari. L'influenza dell'architettura occidentale e in special modo europea è limitata ai contesti urbani.

In Cina le case a corte, in legno, con tetto a tegole, sono sopravvissute per molto tempo. Si possono trovare abitazioni minime, dotate tuttavia di una minuscola corte o di un piccolo giardino. I vasti complessi dei palazzi imperiali (il miglior esempio è la Città proibita di Pechino), in cui diversi edifici sono disposti simmetricamente e concentricamente, assunsero il ruolo, oltre che di residenza dell'imperatore e della sua corte, di luogo simbolico, proiezione terrena del carattere divino del sovrano.

In Giappone la casa tradizionale è un edificio rettangolare, in legno, caratterizzato dall'attenzione per le proporzioni e dall'elegante semplicità. L'influenza dell'architettura occidentale è maggiore in Giappone che nel resto del continente asiatico, e gli architetti giapponesi contemporanei si collocano all'avanguardia nel panorama architettonico internazionale.

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