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Dryden, John

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John DrydenJohn Dryden

Dryden, John (Aldwinkle, Northamptonshire 1631 - Londra 1700), poeta, drammaturgo e critico inglese, principale esponente letterario della Restaurazione. Cresciuto in ambiente puritano, intorno al 1657 Dryden si trasferì a Londra e qui ebbe un incarico nel governo di Oliver Cromwell, al quale dedicò il suo primo componimento significativo, Heroic Stanzas (1659). Dopo la Restaurazione, tuttavia, Dryden passò dalla parte dei realisti e celebrò il ritorno di re Carlo II in due componimenti, Astraea Redux (1660) e Panegyric on the Coronation (1661).

Nel 1662 iniziò a scrivere per il teatro. Le sue commedie, tra le quali si ricorda Il matrimonio alla moda (rappresentata nel 1672 e pubblicata nel 1673), sono spesso esplicite e volgari; una di esse fu addirittura vietata per il contenuto indecente, provvedimento insolito nel clima di generale permissività della Restaurazione. La tragedia in blank verse Tutto per l'amore o il mondo perduto bene (rappresentata nel 1677 e pubblicata nel 1678), rifacimento dell'Antonio e Cleopatra di William Shakespeare, è considerato il suo capolavoro teatrale.

La fama di Dryden è legata soprattutto a una serie di poemetti. Tra questi, Annus Mirabilis (1667) ha per tema gli straordinari eventi del 1666, in particolare la vittoria navale inglese sugli olandesi e il grande incendio di Londra. Nel 1681 Dryden compose la sua prima e più grande satira politica, Assalonne e Achitofel. Benché avesse difeso la sua adesione al protestantesimo nel poemetto Religio laici (1682), nel 1685 lo scrittore si convertì al cattolicesimo. In difesa della sua nuova fede scrisse nel 1687 l'allegoria La cerva e la pantera. La rivoluzione del 1688 (vedi Gloriosa rivoluzione) e la conseguente successione del sovrano protestante Guglielmo III non lo indussero a mutare nuovamente posizione, ma ebbero sulla sua carriera pesanti ripercussioni, fra cui la perdita del titolo di poeta laureato e di un appannaggio economico. Nel 1699 fu pubblicata la sua ultima opera, Favole antiche e moderne, parafrasi delle opere di Omero, Ovidio, Giovanni Boccaccio e Geoffrey Chaucer, la cui prefazione costituisce uno dei suoi più importanti saggi critici.

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