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Lingue dravidiche Famiglia linguistica che accomuna oltre venti lingue parlate da popolazioni che abitano prevalentemente le regioni meridionale e sudorientale dell'India. In seguito a fenomeni migratori, lingue dravidiche vengono parlate da minoranze nel Sud-Est asiatico e in zone dell’Africa orientale e meridionale. Con 170 milioni di parlanti, forma il quarto gruppo linguistico del mondo.
La denominazione deriva dalla parola sanscrita drāvida, attestata in antichi documenti scritti a indicare una delle lingue del gruppo, molto probabilmente quella già da allora più diffusa, il tamil. L’origine delle lingue dravidiche è uno dei problemi più controversi della classificazione storica delle lingue del mondo. Un’ipotesi le vuole originarie di regioni meridionali del subcontinente indiano oggi sommerse. Alcuni linguisti, in base a certe affinità sia con il gruppo uralico sia con quello altaico, suppongono una loro primitiva localizzazione nel nord-ovest del continente asiatico. Sembra comunque probabile che i primi parlanti lingue dravidiche fossero stanziati nel nord dell’India e che la successiva invasione dei popoli indoeuropei li abbia spinti verso sud. L’invasione indoeuropea, avvenuta nel corso del II millennio a.C., non ebbe solo conseguenze linguistiche: i popoli invasori confinarono i precedenti abitanti e li isolarono socialmente e culturalmente, fatto che ha permesso la sostanziale conservazione di questa famiglia di idiomi. I gruppi etnici parlanti lingue dravidiche sono infatti tuttora considerati appartenenti a caste inferiori della società indiana, quali i tamil, e a popolazioni isolate che vivono negli altipiani, come i ghat e i toda. Pur non essendo assenti casi di prestiti lessicali dalle lingue indoarie, in particolare dal sanscrito, la struttura profonda delle lingue dravidiche si è conservata pressoché immutata, anzi suoni e forme grammaticali del dravidico hanno talvolta profondamente influenzato le lingue indoarie. Ulteriori segni dell’isolamento della famiglia dravidica stanno nelle tradizioni culturali delle etnie parlanti queste lingue: si sono infatti fortemente conservate consuetudini tradizionali quali il totemismo e la discendenza matrilineare. Dall'indipendenza dell'India nel 1947, i gruppi dravidici si opposero fermamente alla scelta dell'hindi come unica lingua ufficiale del paese.
Le quattro lingue principali della famiglia sono riconosciute come lingue ufficiali di stato: il tamil nel Tamil Nadu, il telugu nell’Andhra Pradesh, il kannada (canarese) nel Karnataka e il malayalam nel Kerala. Il tamil è la lingua maggiormente parlata anche al di fuori del subcontinente indiano, in Malaysia, in Indocina, in alcune isole dell’oceano Indiano e del Pacifico. Queste lingue hanno lunghe storie letterarie e ognuna ha il proprio sistema di scrittura. Il tamil ha la letteratura più ricca, che un tempo si pensava essere estremamente antica, ma ora si fa risalire al I-V secolo d.C. Più recenti sono le attestazioni scritte per le restanti lingue: V secolo per il kannada, VII per il telugu e IX per il malayalam. Altre lingue non meno importanti per diffusione di parlanti, ma che non vantano lunghe tradizioni scritte, sono il gondi, il kurukh, il tulu e il kui; curiosamente isolate dal blocco meridionale sono il brahui, nel Pakistan meridionale, e il malto, a est, quasi al confine con il Bangladesh. La situazione della classificazione delle lingue dravidiche e delle molteplici loro varianti dialettali è in continua evoluzione e anche recentemente sono state individuate nuove entità distinte all’interno della famiglia.
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