Elementi correlati
Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Psicologia del lavoro

Risultati di Windows Live® Search

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search

Psicologia del lavoro

Articolo
Multimedia
Agostino GemelliAgostino Gemelli
Struttura articolo
1

Introduzione

Psicologia del lavoro Studio dei comportamenti e degli atteggiamenti degli individui e dei gruppi in relazione allo svolgimento della loro attività professionale. L’applicazione della psicologia agli ambiti lavorativi mira a migliorare il rapporto tra individuo (o gruppo), azienda e ambiente di lavoro.

La psicologia industriale costituisce il settore più importante della psicologia del lavoro e si occupa prevalentemente di progettazione, esecuzione e valutazione di procedure di selezione professionale, così come della messa a punto di prove psicologiche (test e interviste) per la scelta dei candidati. Gli psicologi del lavoro svolgono attività di consulenza all’interno delle aziende relativamente allo sviluppo delle carriere, alla formazione del personale, al miglioramento delle condizioni di produttività e alla ricollocazione nel mondo del lavoro delle persone in mobilità.

2

Cenni storici

La psicologia industriale fece la sua comparsa nel 1913, con la pubblicazione dell’opera di Hugo Münsterberg La psicologia e l’efficienza industriale, con cui iniziò la cosiddetta “psicotecnica”, cioè la disciplina che si riferisce a tutte le applicazioni della psicologia alla vita sociale, dal campo educativo a quello giudiziario, oltre a quello del lavoro. Münsterberg si occupò dell’adattamento dell’uomo all’ambiente fisico e al regime di vita del lavoro, alla monotonia e alla fatica, e inoltre delle motivazioni, del consumo e delle tecniche di vendita. Egli cominciò a inserire l’esame degli aspetti psicologici tra le prove per l’assunzione dei lavoratori: introdusse, ad esempio, la selezione attitudinale.

La psicologia del lavoro conobbe un rapido sviluppo dopo la prima guerra mondiale, anche in seguito alla crescita del sistema capitalistico negli Stati Uniti e alla diffusione dei principi del taylorismo all’interno delle aziende. In Italia ricerche di psicologia del lavoro vennero effettuate da Agostino Gemelli che, durante la prima guerra mondiale, si dedicò alla selezione attitudinale degli aviatori e di altri specialisti e, nel 1917, pubblicò il volume Il nostro soldato.

Tra il 1927 e il 1939 Elton George Mayo e altri psicologi e sociologi della Harvard University condussero una ricerca, poi divenuta classica, negli stabilimenti Hawthorne della Western Electric Company, che producevano apparecchi telefonici e forniture per centrali telefoniche. La ricerca aveva come obiettivo principale quello di migliorare la produttività, ma mise in evidenza l’importanza dello sviluppo di buone relazioni interpersonali tra i lavoratori come requisito essenziale per il rendimento produttivo. Nei successivi sviluppi del settore hanno giocato un ruolo molto importante gli apporti di Kurt Lewin e gli studi sulle dinamiche di gruppo.

3

Atteggiamenti verso il lavoro

Le aziende moderne dimostrano grande interesse per gli atteggiamenti dei dipendenti, le loro idee e il loro umore, infatti si diffonde sempre più l’opinione che gli atteggiamenti favorevoli verso l’azienda provochino una maggiore produttività.

Gli atteggiamenti verso il lavoro più studiati sono la gratificazione, l’alienazione, la dedizione all’organizzazione e la motivazione alla mansione. Le gratificazioni vengono suddivise in intrinseche ed estrinseche. Le caratteristiche intrinseche sono quelle legate al contenuto del lavoro stesso, quindi ne fanno parte il successo, la competizione, il riconoscimento, la crescita e la responsabilità. Le caratteristiche estrinseche dipendono dall’ambiente di lavoro e comprendono la paga, i vantaggi aggiuntivi, la sicurezza sul lavoro, i criteri di conduzione dell’azienda e le condizioni di lavoro.

L’alienazione è un senso di inadeguatezza e di emarginazione, o un sentimento di mancanza di significato del proprio lavoro e delle proprie capacità. La dedizione all’organizzazione è un sentimento complessivo verso l’azienda. Gli aspetti che rappresentano una forte dedizione sono: un’intima adesione agli scopi e agli ideali dell’organizzazione, una buona disposizione a impegnarsi in suo favore e una forte aspirazione a continuare il proprio lavoro al suo interno. Il coinvolgimento dei lavoratori è stato perlopiù analizzato come sentimento verso la propria mansione. Un atteggiamento positivo verso il lavoro è apprezzato perché favorisce l’autostima, diminuisce lo stress e, generalmente, migliora il rendimento.

Lo stimolo economico non è così essenziale per gli atteggiamenti e le motivazioni del lavoratore. Il denaro è necessario per la sopravvivenza e per garantire un adeguato tenore di vita, ma dopo aver appagato i bisogni basilari, le persone aspirano ad altre affermazioni nell’ambiente di lavoro. A questo proposito lo psicologo statunitense Abraham Maslow (1908-1970) incluse le motivazioni umane in una scala di bisogni di tipo gerarchico. Fondamentali sono i bisogni fisiologici; segue il bisogno di sicurezza, poi vi sono i bisogni di appartenenza (amore e socializzazione), i bisogni di stima (approvazione da parte degli altri) e, per concludere, i bisogni di autorealizzazione (essere tutto ciò che si è capaci di essere). Il raggiungimento dei bisogni inferiori fa emergere le motivazioni superiori: l’individuo cerca di dare un senso al proprio lavoro quando i bisogni fondamentali sono soddisfatti.

4

Formazione e sviluppo

I cambiamenti tecnici e sociali si verificano oggi così rapidamente da richiedere un repentino adeguamento dei sistemi organizzativi del lavoro, pena il loro stesso fallimento. Gli psicologi industriali hanno il compito di studiare e progettare strutture di formazione e addestramento alle nuove tecnologie, sensibilizzando le aziende e gli organismi sociali deputati a questo compito. Per attuare tali progetti, è necessario contemperare le necessità produttive delle aziende con le richieste dei lavoratori, le esigenze sociali (ad esempio, l’inserimento lavorativo dei portatori di handicap o la riqualificazione professionale per i soggetti rimasti senza lavoro) e la quantità di fondi a disposizione.

Perché il progetto formativo sia effettivamente adeguato a una certa persona, dotata di determinate capacità e in una specifica situazione professionale, culturale ed esistenziale, assumono dunque molta importanza le conoscenze fornite dalla psicologia dello sviluppo e dalla psicologia dell’educazione.

Precedente
|
Successiva
Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft