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Alpinismo Attività sportiva finalizzata alla scalata di montagne, oltre che tecnica di ascesa.
Nonostante la tecnica alpinistica si sia molto evoluta nel corso del XX secolo, si può dire esistano due tipi di scalata: l’arrampicata libera e l’arrampicata artificiale. Nel primo caso si compie una scalata sfruttando solo i sostegni naturali offerti dalla montagna, senza far uso di corde, se non per assicurarsi alle pareti. Nel secondo caso, chiodi, staffe, moschettoni, in casi estremi addirittura compressori, per piantare appigli in pareti particolarmente lisce e dure, sono tutti utilizzati come strumenti di progressione. Si cerca normalmente di svolgere un’ascensione verticale, cioè senza grandi spostamenti laterali, per evitare dispersione di energie. La tecnica classica di salita corrisponde a movimenti di tipo omolaterale, nei quali lo scalatore muove una gamba dopo essersi assicurato che la mano dalla stessa parte sia in una presa ben salda. In ogni caso, prima di muovere un braccio è bene che le altre tre parti, i due piedi e l’altro braccio, siano in una posizione stabile. L’alpinismo si divide in due categorie fondamentali, arrampicata su roccia e su ghiaccio, anche se negli ultimi anni si è molto diffusa la specialità del free climbing. Secondo una scala elaborata nel 1925 dal tedesco Willy Welzenbach, per quanto riguarda l’arrampicata libera su roccia esistono sei gradi di difficoltà in cui sono suddivise le ascensioni; ogni grado si divide poi in superiore e inferiore. Esistono inoltre ulteriori sottodivisioni e particolari scale che misurano, sempre in gradi di difficoltà, le ascensioni su ghiaccio. Date le enormi distanze da coprire, le grandi spedizioni, come le scalate alle vette himalayane o andine, presentano caratteristiche peculiari. La principale è la presenza di un “campo base”, stabilito a quote molto elevate, che serve per l’acclimatamento e come luogo dove accumulare il materiale e le provviste, prima che gli alpinisti partano alla conquista finale della vetta.
Nelle ascensioni su parete rocciosa, prima di iniziare ad arrampicare, lo scalatore deve essere informato sul tipo e le caratteristiche delle rocce. Ve ne sono infatti di vario genere: eruttive, sedimentarie e metamorfiche. La conoscenza della roccia che dovrà scalare permette all’alpinista di scegliere quale tipo di attrezzatura utilizzare per salire con il più elevato margine di sicurezza. La formazione base nell’arrampicata su roccia (detta anche alpinismo dolomitico) è a due persone, legate in cordata, dove il “secondo”, cioè quello più a valle, debitamente assicurato, assiste all’ascensione del “primo”. Questi, a sua volta, si assicura a punti intermedi fissandosi a sporgenze con chiodi e moschettone, nel quale fa scorrere la corda di sicurezza.
La formazione base dell’alpinismo su ghiaccio è costituita da una cordata di tre elementi; per arrampicare, gli scalatori si servono di speciali piccozze in metallo, martelli da ghiaccio e apposite calzature, fornite di ramponi a dodici e quattordici punte, per ottenere una migliore presa sulla superficie ghiacciata. È evidente che, soprattutto nelle grandi spedizioni, molte volte i confini tra alpinismo su roccia e su ghiaccio siano destinati a sfumare in un’arrampicata mista.
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