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Risultati di Windows Live® Search Sukkot Nome veterotestamentario della festa che segna la fine della mietitura in Palestina, detta anche per questo motivo 'festa della mietitura' (Esodo 23:16, 34:22). Si ritiene che risalga ai cananei, che avevano l'abitudine di abitare in capanne (sukkot, appunto) durante il raccolto, ma la si interpreta anche come ricordo della fase nomade della vita del popolo ebraico, particolarmente dei quarant'anni trascorsi nel deserto, quando la tenda era la sola abitazione, da cui il nome alternativo di 'festa delle capanne' (Deuteronomio 16:13-16; Levitico 23:34-36; Numeri 29:12-40). Sukkot è celebrata, cominciando dal 15 Tishri (in autunno), per otto giorni dagli ebrei di Israele e dai riformati e per nove dagli ebrei ortodossi e conservatori. Durante la festa molti ebrei mangiano (e chi è particolarmente pio, dorme) in capanne o baracche costruite in cinque giorni, tra Yom Kippur e la festa. Durante l'intonazione dell'Hallel (i salmi cantati nelle occasioni rituali), si portano alla sinagoga palma, mirto, salice e cedro (Levitico 23:40), che vengono agitati come si faceva nell'antico tempio. L'ultimo giorno della festa si chiama Simchath Torah ('gioia della Legge'); in questo giorno si inaugura il ciclo annuale di lettura della Torah con canti e danze.
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