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Tunisia

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Tunisia: bandiera e innoTunisia: bandiera e inno
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Divisioni amministrative e città principali

La Tunisia è divisa in ventiquattro governatorati: Al Kaf, Al Mahdiyah, Al Munastir, Al Qasrayn, Aryanah, Bajah, Bin’ Arus, Biserta, Jundubah, Kairouan, Gabès, Gafsa, Madanin, Manubah, Nabul, Qibili, Sfax, Sidi Bu Zayd, Silyanah, Susa, Tatauin, Tawzar, Tunisi, Zaghwan.

La capitale Tunisi, maggiore agglomerato urbano nonché polo culturale del paese, è anche un importante centro portuale. Altre città di rilievo sono Biserta, Sfax, Susa, Kairouan e Hammamet.

5

Economia

L’economia tunisima, basata tradizionalmente sull’agricoltura, si è notevolmente trasformata negli ultimi vent’anni; oggi il settore primario fornisce l’11,3% (2006) del prodotto interno lordo. In costante crescita è invece il settore terziario, che oggi contribuisce per il 60,3% (2006) alla formazione del PIL. Nel 2006 il PIL ammontava a 30.298 milioni di dollari USA, corrispondente a un PIL pro capite di 2.991,50 dollari. Un posto di rilievo nell’economia hanno le rimesse dei lavoratori emigrati. Nel 1999 il tasso di disoccupazione del paese, alquanto elevato, ammontava al 16,5%.

Il 22% della popolazione attiva è occupato nel settore dell’agricoltura, il 34% in quello dell’industria e il restante 43% nel terziario. Il turismo, che dai primi anni Novanta ha conosciuto un vivace impulso, costituisce un’importante fonte di valuta estera. La bellezza delle spiagge e la ricchezza di luoghi storici e archeologici, come Cartagine, richiamano un sempre crescente flusso di visitatori che fanno della Tunisia uno dei paesi più frequentati dell’Africa settentrionale, con 6.549.000 arrivi nel 2006. Nel 1995 la Tunisia ha firmato un accordo di associazione con l’Unione Europea, rivolto a creare un’area di libero scambio entro il 2008.

5.1

Agricoltura e allevamento

A causa dei frequenti periodi di siccità e della mancanza di risorse idriche, soprattutto nel sud del paese, la media annuale dei raccolti è fluttuante. Cereali e frutta sono le produzioni di base del settore primario tunisino. Le principali colture delle fertili pianure del nord forniscono frumento, orzo, pomodori, verdure, meloni e uva. Sulla penisola di Cap Bon è particolarmente diffusa la coltivazione degli aranci. Voci di rilievo nel settore agricolo sono le olive (nel 2000 il paese era il sesto produttore mondiale di olio d’oliva), coltivate soprattutto nelle regioni centrali semidesertiche, e i datteri, presenti nelle oasi del Sahara. Frumento, olio e datteri sono in gran parte destinati all’esportazione. Nelle regioni settentrionali la presenza di pascoli favorisce l’allevamento di bestiame, essenzialmente costituito da ovini, cui seguono bovini, cammelli e cavalli.

5.2

Risorse forestali e pesca

Sulla costa e intorno ai più importanti centri portuali, quali Tunisi e Biserta, si è sviluppata una fiorente industria ittica. Il pescato consta soprattutto di tonni e sardine, in gran parte destinate al consumo interno. Viene anche praticata la pesca delle spugne.

5.3

Risorse energetiche e minerarie

Le principali risorse del sottosuolo sono il petrolio e i fosfati. Consistenti anche le estrazioni di gas naturale, ferro, piombo e zinco. I giacimenti petroliferi sono situati sia offshore sia sulla terraferma, in particolar modo nel sud del paese, dove nuovi giacimenti sono stati scoperti all’inizio degli anni Ottanta. Seppur non elevata, la produzione di greggio copre quasi totalmente i bisogni del paese. Il fabbisogno energetico è soddisfatto da centrali di origine termica.

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