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Lino Denominazione comune delle piante erbacee, annuali e perenni, appartenenti al genere Linum della famiglia delle linacee. Il termine definisce, in particolare, la specie Linum usatissimum, coltivata estensivamente per ricavarne i semi, utilizzati per la produzione di olio e come cibo per il bestiame, e una fibra tessile da cui si ottengono filato di lino e tessuti vari. Altre specie vengono coltivate a scopo ornamentale o per essere impiegate dall'industria farmaceutica. Linum usatissimum raggiunge un'altezza di circa 1 m, ha radice fittonante e fusto sottile e fistoloso. Le specie coltivate per la fibra sono quelle più alte e ramificate solo alla sommità, mentre quelle allevate per il seme hanno fusti più corti e sono più ramificate. Entrambe le varietà hanno foglie alternate e lanceolate, grandi e allungate. I fiori sono del tutto simmetrici, con cinque sepali, cinque petali, dieci stami e circa dieci semi. I semi sono contenuti in cinque carpelli bicamerali, le cui parti terminali fuse formano il pistillo. I fiori delle varietà più coltivate hanno colore che varia dal blu al celeste. Nelle varietà ornamentali si possono avere boccioli bianchi, violetti, rosa o rossi. I semi del lino sono lucenti e di colore marrone scuro, giallo o screziati.
L'impiego delle fibre di lino per la tessitura risale a circa 10.000 anni fa. Resti di reti da pesca in lino e capi di vestiario sono stati, infatti, ritrovati in Svizzera, in palafitte risalenti all'età della Pietra. Gli antichi egizi usavano lenzuola funebri in lino, alcune delle quali si sono conservate fino ai nostri giorni, insieme alle mummie; inoltre, pitture sulla coltivazione del lino si trovano a ornamento delle piramidi della valle dei Templi. Nella Bibbia vi sono passi in cui viene descritta la coltivazione del lino. Le specie di lino coltivate nella zona della Mesopotamia, dell'Assiria e dell'Egitto per circa 5000 anni crescono ancora selvatiche nelle regioni intorno al golfo Persico, al mar Caspio e al Mar Nero. Nell'America settentrionale la coltivazione del lino ha avuto inizio nel XVII secolo e la pianta è stata la regina delle fibre tessili fino alla rivoluzione industriale, quando è stata inventata la ginnatrice, che ha reso la produzione della fibra grezza di cotone molto più economica di quella del lino. Attualmente negli Stati Uniti si coltiva essenzialmente solo lino per semi.
Pur essendo originariamente una pianta da climi temperati, il lino cresce in ambienti molto diversi, con tassi di umidità variabile. Temperature alte e precipitazioni abbondanti sono, tuttavia, condizioni non favorevoli per la produzione di fibre e semi. Un terreno moderatamente fertile o argilloso è quello più adatto alla coltivazione. Dopo l'estirpazione della pianta, i fusti di lino vengono raccolti e riuniti in mannelli per poi essere posti a essiccare. Dopo l'essiccazione hanno luogo le operazioni di decapsulamento, se la pianta è coltivata per seme, oppure di macerazione, se è coltivata per 'tiglio', termine commerciale con cui si indica la fibra del lino. Il seme viene estratto per la produzione di olio e per mangimi, oppure per la semina delle nuove piante. I fusti vengono, invece, sottoposti a macerazione, per provocare la parziale decomposizione del fusto e permettere la separazione delle fibre dalla parte legnosa. La macerazione avviene distribuendo i vari mannelli sul terreno e sottoponendoli all'azione della pioggia, della rugiada e dei microrganismi e, quindi, a fasi cicliche di bagnatura, essiccazione, congelamento e decongelamento. In alcuni paesi la macerazione può avvenire anche immergendo i fusti in piccoli bacini o corsi d'acqua o in appositi contenitori nei quali l'acqua e i microrganismi possono indurre la decomposizione del fusto. I fusti decomposti vengono, quindi, aperti e le fibre separate dalla parte legnosa. Da questo processo si ottengono fibre relativamente lunghe e diritte, che costituiscono la fibra tessile vera e propria, e fibre corte, danneggiate o ritorte, chiamate stoppa. Essendo molto elastiche e resistenti, le fibre del lino vengono utilizzate nella fabbricazione di numerosi filati impiegati in legatoria e nell'industria calzaturiera, e per produrre spago, filati da ricamo e reti da pesca, oltre che, naturalmente, nella manifattura di tessuti di vario genere. La Francia e il Belgio producono lino di ottima qualità; il lino viene, inoltre, coltivato nell'Europa orientale e su piccola scala in Irlanda e in Canada. Negli Stati Uniti vengono prodotte minime quantità di lino in Michigan e in Oregon. Benché nei paesi dell'ex Unione Sovietica il lino venga coltivato estensivamente, producendo una grande quantità di materiale grezzo, la resa in fibra è inferiore a quella ottenuta nell'Europa occidentale.
Il lino da seme viene prodotto e raccolto praticamente nello stesso modo del grano e di altri prodotti da cui si ricavano semi. Le colture raggiungono la massima produttività su terreni argillosi, moderatamente o molto fertili. In California, India e Argentina i semi di lino vengono piantati in autunno e maturano in circa 150 giorni. Nel Nord degli Stati Uniti, in Canada e nelle regioni settentrionali dell'Europa il lino è seminato in primavera e matura in un numero di giorni variabile da 100 a 120. La resa e la qualità sono migliori in climi relativamente freschi. Alte temperature e siccità durante il periodo di crescita in genere riducono la resa in contenuto d'olio. Il lino è particolarmente sensibile alle specie infestanti. Pertanto, la semina è preceduta dalla preparazione del terreno e viene effettuata solo dopo la coltivazione di altre piante, che in genere permettono di eliminare le infestanti, altrimenti uccise da erbicidi. L'incapacità del lino di competere con erbe infestanti e altre piante ha fatto di esso una coltura che è possibile affiancare all'erba medica, al trifoglio e ad altre leguminose foraggiere. I semi di lino rendono dal 30 al 40% del loro peso in olio, che è impiegato nella fabbricazione di pitture e vernici, del linoleum, di tele per pittura a olio, di inchiostri da stampa, saponi e molti altri prodotti. In certe parti del mondo l'olio viene, inoltre, utilizzato per rivestire le superfici di strade e ponti, al fine di impedire il deterioramento a opera del traffico intenso, del congelamento e scongelamento e delle applicazioni di cloruro di calcio contro la neve e il ghiaccio. La pasta di lino che rimane dopo la spremitura contiene dal 30 al 40% di contenuto proteico ed è, pertanto, un ottimo mangime per il bestiame. Recentemente le fibre di lino sono state utilizzate nella fabbricazione di carte speciali pregiate; ad esempio, negli Stati Uniti, costituiscono la materia prima delle cartine per sigarette. Classificazione scientifica: Il genere Linum appartiene alla famiglia linacee, ordine geraniali, classe dicotiledoni, divisione angiosperme..
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