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Paleoclimatologia

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Paleoclimatologia Disciplina delle scienze della Terra che ha per oggetto lo studio della storia del clima del pianeta attraverso l’analisi della crosta terrestre, delle forme del paesaggio, della documentazione fossile, della distribuzione di isotopi nell’oceano e di altri dati fisici.

Tali studi comprendono anche l’esame dei documenti storici con il fine particolare di determinare l’effetto delle attività umane sui processi climatici. Gli esempi più noti di variazioni climatiche sono dati dalle glaciazioni, originate da meccanismi come la deriva dei continenti (secondo la teoria della tettonica a zolle) e i cicli di rotazione e di rivoluzione della Terra.

Una delle tecniche più indicative della paleoclimatologia è la valutazione delle paleotemperature attraverso l’analisi di carotaggi di ghiacci groenlandesi e antartici. A diverse altezze del campione di ghiaccio, detto “carota”, si valuta contemporaneamente l’età del ghiaccio e la temperatura dell’aria dell’epoca. Il primo dato si determina attraverso il metodo del carbonio 14, misurando la quantità di isotopo 14C contenuto nell’aria intrappolata nella sezione di ghiaccio analizzata. Quanto alla temperatura, si determina il rapporto tra le quantità di isotopi 18O e 16O presenti nel ghiaccio.

Una quantità di 18O inferiore allo standard indica una temperatura relativamente bassa: si presume, infatti, che i ghiacci si siano creati a partire da vapore acqueo evaporato dai mari e ricondensato in forma solida; poiché l’isotopo 18O è più pesante dell’isotopo 16O, tende a evaporare in misura minore, ed è per questo che una sua percentuale isotopica ridotta è indice di una più bassa temperatura atmosferica.

Un altro sistema per determinare le paleotemperature consiste nella valutazione dell’ossigeno presente nel calcare dei gusci di organismi marini sedimentati sul fondo degli oceani. In questo caso, una presenza di 18O più cospicua è indice di bassa temperatura.

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