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Australia

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Australia: bandiera e innoAustralia: bandiera e inno
Struttura articolo
6.6

Forze politiche

I maggiori schieramenti politici del paese sono il Partito laburista (Australian Labor Party, ALP; socialdemocratici), il Partito liberale (Liberal Party of Australia, LP; conservatori) e il Partito nazionale (National Party of Australia, NP; conservatori). I Verdi, pur raccogliendo un vasto consenso, non sono rappresentati nel Parlamento federale.

6.7

Diritti territoriali degli aborigeni

La questione dei diritti territoriali degli aborigeni si è imposta come uno dei più importanti problemi legali di questi ultimi anni. Emerse nel corso degli anni Sessanta con la crescente mobilitazione politica degli aborigeni, quando le rivendicazioni di uguaglianza salariale vennero superate da quelle relative alla proprietà dei territori ancestrali, aventi un particolare significato religioso, culturale o storico.

Nell’agosto del 1985 il governo formulò alcune proposte di legge per concedere agli aborigeni il diritto alla proprietà inalienabile di parchi nazionali, terre appartenenti alla Corona e ancora non occupate, e antiche riserve aborigene. Nell’ottobre dello stesso anno, Uluru (allora meglio noto con il nome europeo di Ayers Rock) fu ufficialmente ceduto alla comunità aborigena Mutijulu, con la clausola che sarebbe stato garantito il pubblico accesso al monolite.

In seguito a una forte opposizione da parte degli stati federati e delle compagnie minerarie, il governo federale non diede tuttavia seguito alla proposta di legge, sollevando la protesta dei rappresentanti aborigeni. Ciò coincise alla fine degli anni Ottanta con lo scandalo suscitato dall’elevato numero di morti tra i detenuti aborigeni; nel 1988 un rapporto delle Nazioni Unite accusò l’Australia di violazione dei diritti umani per il suo atteggiamento nei confronti degli aborigeni. Nel maggio 1991 il rapporto di una commissione istituita per investigare sulle morti dei detenuti aborigeni denunciava lo scorretto comportamento delle forze di polizia e stilava oltre 300 raccomandazioni rivolte a stabilire migliori relazioni interetniche. Nel mese di giugno il governo impose il divieto permanente di estrazione mineraria in una località ancestrale aborigena nel Territorio del Nord.

Un anno dopo, nel giugno 1992, l’Alta corte riconobbe l’esistenza di un diritto di proprietà antecedente il primo insediamento europeo del 1788; la cosiddetta sentenza “Mabo” stabilì che gli aborigeni e gli isolani dello stretto di Torres potevano legittimamente rivendicare un diritto di proprietà originario quando avessero dimostrato un legame “stretto e continuo” con i territori in questione. Al contempo, la sentenza Mabo non metteva in discussione i diritti di proprietà acquisiti da cittadini non aborigeni.

La maggior parte degli stati ha adottato una legislazione in linea con quella federale, tranne l’Australia Occidentale, dove gli interessi minerari sono particolarmente forti e dove si stima che le rivendicazioni di diritti originari di proprietà potrebbero riguardare anche il 40% del territorio.

Allo scopo di migliorare le relazioni tra le diverse componenti della popolazione e in particolare tra i discendenti degli immigrati europei e gli aborigeni, alcune forze politiche hanno proposto l’inserimento di un preambolo alla Costituzione, che, oltre a sottolineare l’importanza del ruolo degli immigrati nella formazione della nazione australiana, riconoscesse la componente aborigena come la prima popolazione del paese. Il progetto, osteggiato dal Partito liberale al governo e dagli altri partiti conservatori, è stato respinto da un referendum del novembre 1999.

7

Storia

Gli aborigeni, originari dell’Asia, giunsero in Australia tra 40.000 e 60.000 anni fa; la capacità di adattamento alle differenti condizioni ambientali permise la crescita della popolazione che all’epoca del primo insediamento europeo contava tra i 300.000 e il milione di abitanti. È probabile che mercanti provenienti dall’Indonesia abbiano raggiunto la Terra di Arnhem ben prima del XVII secolo e che navigatori provenienti dall’Oriente siano sbarcati in Australia settentrionale dopo il XV secolo; sembrano inoltre provati contatti con le popolazioni della Nuova Guinea. L’Australia Occidentale, tuttavia, rimase una terra inesplorata da parte degli europei fino al XVII secolo.

7.1

Le prime esplorazioni europee

Nonostante l’Australia fosse sconosciuta all’Occidente, tuttavia esisteva nel pensiero e nella mitologia del tardo Medioevo europeo: si riteneva infatti che dovesse necessariamente esistere una grande terra meridionale, o Terra australis, che bilanciasse il “peso” dell’Europa e dell’Asia; sulle antiche carte europee la Terra australis appariva come una grande massa sferica, situata piuttosto correttamente rispetto alla sua posizione reale. La scoperta vera e propria fu tuttavia molto tarda, e il completamento dell’esplorazione richiese ben tre secoli; fu così che il continente più vecchio dal punto di vista geologico fu l’ultimo a essere scoperto e colonizzato dagli europei.

7.2

Navigatori portoghesi e spagnoli

Nel corso del XV secolo la spinta espansionistica del Portogallo lungo la costa occidentale dell’Africa, motivata dalla ricerca di una via di commercio verso l’India, riaccese l’interesse europeo per la Terra australis. Per diverse ragioni, tuttavia, la scoperta europea dell’Australia venne ulteriormente ritardata.

Successivamente anche la Spagna, che aveva stabilito il suo impero in America centrale e meridionale, iniziò una serie di spedizioni dal Perù nel Pacifico meridionale, incoraggiate dalla scoperta di Alvaro de Mendaña delle isole Salomone, a nord-est dell’Australia, nel 1567. In seguito all’insuccesso dei viaggi del 1595 e del 1605, che non procurarono né minerali preziosi né nuove terre, la Spagna abbandonò il progetto di nuove spedizioni.

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