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Australia

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Australia: bandiera e innoAustralia: bandiera e inno
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7.3

L’interesse olandese

Nel corso del XVII secolo i Paesi Bassi, potenza europea emergente, approfittarono dell’impegno portoghese in India per stabilire una fascia di scali commerciali dal Capo di Buona Speranza alle Indie orientali olandesi (Indonesia). La scoperta dell’Australia fu resa possibile proprio dagli olandesi che, muovendo dai loro insediamenti nei porti indonesiani di Bantam e Batavia (Giacarta), affrontarono il Pacifico meridionale. All’inizio del 1606 Willem Janszoon raggiunse l’attuale stretto di Torres e avvistò parte della costa australiana, precisamente capo Keer-Weer, sul versante occidentale della penisola di Capo York.

Nell’ottobre del 1616 l’Eendracht, guidata dal comandante Dirk Hartóg, fu la prima nave a portare degli europei in terra australiana. Tra il 1626 e il 1627, Peter Nuyts esplorò circa 1600 km della costa meridionale dell’Australia. Il maggior contributo alla scoperta del continente, tuttavia, si deve ad Abel Tasman, che nel 1642 navigò nelle acque dell’Australia meridionale, avvistando la costa occidentale dell’isola oggi conosciuta come Tasmania, e che nel 1644, dopo aver esplorato la Nuova Zelanda, intraprese una seconda spedizione verso la costa settentrionale australiana. Gli olandesi non procedettero a un’occupazione formale del continente che avevano scoperto (cui diedero il nome di Nuova Olanda), ritenendolo di scarso valore per il commercio europeo e lasciando così libero spazio all’arrivo degli inglesi.

7.4

Spedizioni e rivendicazioni britanniche

Nel 1688 il bucaniere inglese William Dampier sbarcò nel nord-ovest dell’Australia e al suo ritorno in Inghilterra convinse le autorità navali a finanziare una seconda spedizione, che fu intrapresa nel 1699-1700; tuttavia il resoconto che ne riportò fu tale da far abbandonare agli inglesi ogni nuova impresa per quasi settant’anni. Solo successivamente in Inghilterra, potenza navale e commerciale, rinacque l’interesse per le nuove terre lontane: nel 1768 il capitano James Cook partì per un viaggio di esplorazione nel Pacifico e nel 1770 sbarcò a Botany Bay, sulla costa orientale, dichiarando la regione proprietà britannica col nome di Nuovo Galles del Sud. Furono Cook e il suo equipaggio, tra cui Joseph Banks, a incoraggiare la successiva colonizzazione dell’Australia.

L’esplorazione delle coste australiane non fu completata che nel XIX secolo; Matthew Flinders fu il primo a circumnavigare il continente tra il 1801 e il 1803, rilevandone le coste e dimostrando che l’Australia costituiva una terra unita e a sé stante. Nel 1798 era stato Flinders a compiere la prima circumnavigazione della Tasmania, con l’ufficiale medico George Bass, dimostrando che si trattava di un’isola; sempre a Flinders si deve il nome di “Australia”, che sostituì ufficialmente quello di “Nuova Olanda” dopo il 1817. Il territorio interno dell’Australia rimase inesplorato fino agli anni Settanta dell’Ottocento.

7.5

Colonie penali

L’Australia rivestiva per la Gran Bretagna un interesse di tipo strategico e, dopo la perdita delle colonie americane (1783), anche socioeconomico; il controllo del continente, infatti, avrebbe garantito una base per i crescenti commerci con il Pacifico e l’Asia orientale, oltre a una soluzione al sovraffollamento delle carceri nazionali, essendo ormai precluso alla Gran Bretagna l’invio di detenuti in terra americana. Nel 1786 il governo inglese annunciò la sua intenzione di istituire una colonia penale a Botany Bay, sulla costa sudorientale del Nuovo Galles del Sud, che sarebbe diventata una colonia economicamente indipendente grazie ai lavori forzati dei detenuti. Il capitano della marina inglese Arthur Phillip fu incaricato di prendere possesso dell’intera Australia, comprese la Tasmania e le isole a est del 135° meridiano, e gli fu conferito un potere assoluto in qualità di governatore del territorio.

7.6

La fondazione di Sydney

Il 13 maggio 1787 Arthur Phillip partì da Portsmouth, in Inghilterra, a capo delle undici navi che componevano la prima flotta, portando con sé oltre mille persone tra equipaggio e prigionieri. Phillip arrivò a Botany Bay il 9 gennaio 1788, proseguendo a nord verso l’ancora inesplorato Port Jackson: qui, il 26 gennaio (oggi celebrato come Australia Day), inaugurò la prima colonia di popolamento inglese in Australia, che fu chiamata Sydney dal nome del responsabile dei piani di colonizzazione inglesi. La mancanza di tecnici e di mano d’opera specializzata per far fronte alle necessità della nuova colonia e l’ostilità dell’ambiente naturale e della popolazione indigena rischiarono di far naufragare l’impresa, fino all’arrivo di una seconda flotta, nel 1790. Fino alla sua partenza dall’isola nel 1792, Phillip impose alla colonia penale una struttura autoritaria fortemente centralizzata, che rimase inalterata per tutto il primo periodo della colonizzazione. La nuova colonia si trovò di fronte a tre principali problemi: l’approvvigionamento alimentare, lo sviluppo di un sistema economico interno e la creazione di una produzione locale destinata all’esportazione, con cui pagare i beni importati dalla Gran Bretagna. La creazione di fattorie sulle fertili rive del fiume Hawkesbury, poche miglia a nord-ovest di Sydney, non fece che alimentare le tensioni con gli aborigeni, obbligando la colonia a dipendere per l’approvvigionamento alimentare dall’isola di Norfolk, distante circa 1600 km.

7.7

I reparti del Nuovo Galles del Sud

Nel 1792 i reparti del Nuovo Galles del Sud sostituirono la Marina reale nella colonia; reclutati in Gran Bretagna in cambio dell’assegnazione di terre, i membri di questi reparti cominciarono a rappresentare una minaccia per l’autorità del governatore, a causa del loro controllo nell’economia locale.

Né il capitano John Hunter, arrivato nel 1795, né il suo successore, il capitano Philip G. King, in carica tra il 1800 e il 1806, riuscirono a sottrarre loro il controllo dell’importante mercato del rum e, anzi, King fu costretto a impiegare i reparti per sedare una ribellione nel 1804; alcuni anni dopo il capitano William Bligh fu addirittura deposto in seguito alla cosiddetta “rivolta del rum” del 26 gennaio 1808. I reparti furono infine richiamati in patria; John Macarthur, uno dei loro capi, aveva inviato nel 1802 campioni di lana australiana a industriali inglesi, dando inizio a un’attività di esportazione che, dopo il 1810, con l’allevamento di greggi merino, divenne di grande importanza economica.

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