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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
In Francia la flora presenta le tipiche varietà dell’Europa continentale che vanno dalle specie proprie dell’areale artico-alpino sino alle formazioni della macchia mediterranea (gariga). Le foreste temperate rappresentano l’associazione vegetale tipica e ricoprono il 28,3% della superficie del paese; queste sono composte da latifoglie quali castagno, faggio, carpino, quercia e, a quote più elevate, da conifere. La fauna, come generalmente in tutta l’Europa occidentale, comprende pochi esemplari di grandi mammiferi, tra i quali i più comuni sono il cervo e la volpe. Nelle regioni alpine si trova il camoscio, mentre il lupo e il cinghiale sopravvivono in alcune aree boschive. Tra gli animali di piccola taglia figurano il porcospino e carnivori della famiglia della donnola; rettili quali la vipera, la lucertola e la tartaruga vivono soprattutto nelle regioni meridionali. Ben rappresentata è l’avifauna, che presenta una grande varietà di specie, sia stanziali sia di passo: la Camargue ospita tra l’altro colonie protette di fenicotteri. Le specie ittiche più diffuse nelle acque marine sono il merluzzo, l’aringa, lo sgombro, la sarda e il tonno.
La Francia vanta una lunga tradizione in materia di conservazione ambientale, risalente al Medioevo, quando vennero adottati i primi provvedimenti per la salvaguardia di alcune foreste. La prima legislazione in materia di protezione ambientale risale agli anni Trenta del XX secolo; da allora le autorità governative francesi hanno approvato varie normative in materia per proteggere le risorse ambientali del paese e salvaguardare i diversi habitat. Il 3% (2004) del territorio del paese è soggetto a tutela ambientale; numerosi sono infatti i parchi nazionali e le aree protette costiere, lacustri e marine. La Francia possiede inoltre 10 Riserve della biosfera sotto la tutela dell’UNESCO. L’inquinamento idrico determinato dagli scarichi urbani e industriali interessa alcuni dei principali fiumi della Francia. Per migliorare la qualità delle risorse idriche si prevede la realizzazione di nuovi impianti di trattamento delle acque e l’imposizione di tasse sull’inquinamento. I principali centri urbani sono interessati dal fenomeno dell’inquinamento atmosferico causato dall’emissione dei gas di scarico dei veicoli e dalla combustione dei combustibili fossili, sebbene grazie allo sviluppato settore nucleare la Francia sia uno dei paesi industrializzati con il minor livello di emissioni di anidride carbonica. Parte del patrimonio forestale del paese è minacciato dalle piogge acide; di rilievo anche i problemi legati alle discariche abusive di rifiuti e all’inquinamento dei litorali. La Francia ha ratificato la Convenzione sui luoghi patrimonio dell’umanità e la Convenzione di Ramsar sulla salvaguardia delle zone umide; il paese partecipa inoltre ad accordi internazionali in materia ambientale tra cui quelli sull’inquinamento atmosferico, sulla vita marina, sui cambiamenti climatici, sui rifiuti tossici e nocivi, quelli per la protezione dello strato di ozono, delle specie in via d’estinzione e la salvaguardia delle foreste tropicali e delle balene.
La Francia ha una popolazione di 61.083.916 abitanti (2007), con una densità media di 112 unità per km². La distribuzione della popolazione, piuttosto irregolare, vede il bacino di Parigi raccogliere circa 1/5 della popolazione totale. Nel 2005 la popolazione urbana ammontava al 77% del totale. La Francia, che dopo la seconda guerra mondiale aveva assistito a un notevole incremento demografico dovuto al ritorno in patria di cittadini emigrati nelle colonie e all’affluenza di manodopera straniera, registra oggi, come molti altri paesi industrializzati, un basso tasso di crescita demografica (0,33%). Il paese divenne terra d’immigrazione già alla fine del XIX secolo, quando accolse un cospicuo flusso migratorio proveniente soprattutto dall’Italia, dalla Germania, dal Belgio, dalla Polonia, dalla Russia e dalla Spagna; nel corso del XX secolo il flusso migratorio ha visto aumentare il numero di immigrati provenienti dalle ex colonie del Maghreb, dell’Indocina e dell’Africa subsahariana. La comunità straniera, stanziata prevalentemente nella regione parigina, contava nel 1990 circa 3,5 milioni di individui, di questi, 1,3 milioni provenienti dalla comunità europea e 2,2 milioni di provenienza non comunitaria. Nel 2007 il tasso d’immigrazione del paese era pari allo 0,70 per mille.
Lingua ufficiale del paese è il francese, parlato dalla maggioranza della popolazione. Numerose sono le minoranze linguistiche quali il bretone in Bretagna, il basco e il catalano nella regione dei Pirenei, il còrso in Corsica; l’alsaziano, un dialetto tedesco, in Alsazia e Lorena; nel sud del paese è inoltre diffuso il provenzale, nelle Fiandre il fiammingo. La forte immigrazione dei paesi del Maghreb fa sì che l’arabo sia ampiamente diffuso (circa 2 milioni di parlanti). Nel mondo sono circa 122 milioni gli individui francofoni, distribuiti prevalentemente in Belgio, Svizzera, Canada e nei paesi ex coloniali dell’Africa. La società francese è fortemente laicizzata e solo una piccola parte pratica la religione professata. Il cattolicesimo è la religione più diffusa (75%); le altre principali confessioni sono l’islamismo (5%), il protestantesimo (2%) e l’ebraismo (1%). Nel 1905, a causa dell’opposizione popolare contro l’influenza esercitata dalla Chiesa cattolica nella politica e nel sistema educativo pubblico del paese, fu abolito il concordato del 1801; tale atto sancì la fine del riconoscimento ufficiale, da parte dello stato, dei culti religiosi.
Il sistema scolastico della Francia è erede di una tradizione che risale in gran parte alla Rivoluzione Francese e si basa su istituzioni ereditate dal Medioevo, tra cui la celeberrima Università di Parigi. L’opera di centralizzazione dell’amministrazione scolastica, con l’attribuzione allo stato dei poteri fondamentali in materia di istruzione, fu iniziata da Napoleone tra il 1806 e il 1808. Il sistema educativo moderno si basa su alcune leggi promulgate tra il 1881 e il 1886 per volontà di Jules Ferry, ministro dell’Istruzione, che assicurarono l’istruzione pubblica gratuita e obbligatoria, interamente sotto il controllo dello stato. Tra le riforme in seguito apportate vi furono l’istituzione dell’insegnamento gratuito nelle scuole secondarie e tecniche; la separazione di Chiesa e Stato in materia di educazione nel 1905; la legislazione che previde il sovvenzionamento alle scuole private, comprese quelle di natura religiosa, nel 1951 e nel 1959; infine, nel 1959, l’estensione dell’obbligo scolastico fino ai 16 anni d’età. In risposta alle forti rivendicazioni degli studenti, nel 1968 il presidente Charles De Gaulle e il suo governo approvarono alcune riforme. Nello specifico, il nuovo sistema eliminava il controllo centralizzato, da parte del ministero dell’Istruzione, dei bilanci, dei curriculum e delle assunzioni degli insegnanti, per creare unità didattiche ai diversi livelli, trasferendo alle facoltà il controllo del corpo insegnante e concedendo agli studenti un maggior potere di intervento in merito alle decisioni riguardanti la vita universitaria. La Francia ha un tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta pari al 99%. I centri di istruzione francesi sono stati presi ad esempio in tutto il mondo come modelli accademici. Tra i principali istituti di insegnamento universitario di fama mondiale si ricordano l’Università di Parigi, l’Ecole de Hautes Etudes en Sciences Sociales, l’Ecole Nationale Supérieure des Beaux Arts, l’Ecole Nationale d’Administration, l’Ecole Normale Supérieure e il Collège de France. La maggior concentrazione di musei e biblioteche si trova a Parigi. Tra questi si citano la Bibliothèque nationale, la Biblioteca della Sorbona e la Biblioteca Mazarine, facente parte dell’Institut de France; i principali istituti museali sono il Musée du Louvre e il Musée d’Orsay; istituto culturale di fama mondiale è inoltre il Centre Georges Pompidou. Per ulteriori informazioni sulla cultura francese vedi Letteratura francese; Arte francese; Cinema francese; Teatro occidentale; Musica occidentale.
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