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Introduzione; Le “Guerre stellari”; I precedenti; Sistema di difesa aerea di media estensione e altri sistemi
Scudo di difesa spaziale Programma di ricerca militare statunitense per lo sviluppo di un sistema difensivo in grado di distruggere i missili nemici in arrivo.
Fu il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan che nel 1983 prese l’iniziativa per l’avvio di un nuovo programma di difesa spaziale e lanciò un appello alla comunità scientifica affinché realizzasse un sistema in grado di proteggere gli stati dell’Unione, i loro alleati europei occidentali, il Canada e il Giappone, in modo attivo e non solo attraverso la minaccia di una ritorsione in caso di attacco sovietico. Il sistema di difesa dei missili guidati prevedeva la dislocazione anche nello spazio di numerosi armamenti, compresa una rete di satelliti e di postazioni militari spaziali dotate di armi quali laser ad alta intensità, raggi di particelle, cannoni a traccia elettromagnetica, laser a raggi X e minimissili a guida computerizzata. Uno scenario militare degno del film Guerre stellari, di George Lucas, da cui il programma prese appunto il nome. Il programma di ricerca fu aspramente criticato da molti scienziati per gli elevatissimi costi.
Le intenzioni di dotare gli Stati Uniti di un sistema di difesa efficace contro i missili balistici intercontinentali sovietici risale agli anni Cinquanta, e lo stesso si può dire di analoghi progetti di Mosca. Da quel periodo infatti entrambe le superpotenze cambiarono i loro sistemi di attacco nucleare, impostandoli su missili balistici anziché su bombardieri a largo raggio (vedi Aeronautica militare), e mutarono dunque i sistemi di difesa antiaerei in antimissilistici.
I primi progetti prevedevano una difesa missilistica a doppio livello: la prima intercettazione dei missili nucleari nemici sarebbe avvenuta fuori dell’atmosfera terrestre a opera di missili con una gittata di circa 700 km; le testate nucleari nemiche sopravvissute sarebbero state attaccate da missili ad alta accelerazione entro lo spazio atmosferico. Dal 1975 gli Stati Uniti decisero di non installare tali sistemi per due motivi: da una parte, questi sistemi avrebbero messo in crisi il meccanismo della deterrenza nucleare, garante della sicurezza internazionale in quegli anni; dall’altra, perché la negoziazione nel 1972 del trattato sulla limitazione dei missili antibalistici (vedi Controllo internazionale degli armamenti) consentiva alle superpotenze l’installazione di un solo sistema difensivo di questo tipo intorno alla capitale o a qualche altro obiettivo vitale.
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