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Libellula

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1

Introduzione

Libellula Nome comune degli insetti membri dell'ordine degli odonati. Si tratta di animali predatori, dotati di apparato boccale masticatore, ed emimetaboli, vale a dire caratterizzati da una metamorfosi incompleta, tipica di tutti gli insetti che presentano stadi larvali acquatici. L’ordine degli odonati è generalmente suddiviso in due sottordini: quello degli zigotteri, i cui membri, quando si posano, tengono le ali unite al di sopra del corpo, e quello degli anisotteri, che quando si posano mantengono le ali aperte. Le libellule si trovano generalmente negli ambienti umidi delle regioni a clima tropicale e temperato, in prossimità di stagni e laghi, dove depongono le loro uova.

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Caratteristiche fisiche

La maggior parte delle specie di odonati delle zone temperate ha un'apertura alare compresa fra i 5 e gli 8 cm, mentre le specie tropicali possono raggiungere i 20 cm. La più grande libellula conosciuta è una specie fossile risalente al periodo carbonifero, che vantava un'apertura alare di oltre 60 cm. Le libellule hanno in generale un capo molto voluminoso, con occhi composti particolarmente grandi, comprendenti circa 10.000 unità visive (ommatidi) ciascuno, e antenne relativamente brevi. L'apparato boccale è di tipo masticatore; le due paia di ali, quasi uguali, sono allungate, membranose e percorse da una fitta rete di nervature, un carattere che è indice di primitività per gli insetti. L'addome è sottile e allungato. Le zampe vengono usate raramente per camminare: ottimi volatori, gli odonati si trattengono in aria per lunghi periodi, mantenendo velocità dell’ordine dei 4 m/s. Gli zigotteri sono in genere più piccoli degli anisotteri (libellule propriamente dette), e sono meno resistenti al volo.

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Riproduzione e sviluppo

Le libellule depongono le uova in stagni o laghi. Alcune specie le lasciano semplicemente cadere nell’acqua, altre le fissano alle piante acquatiche; in particolare, gli zigotteri depositano le loro uova dalla tipica forma allungata in fessure che esse stesse praticano nei fusti delle piante acquatiche. Alla schiusa, dalle uova escono le ninfe, forme larvali acquatiche superficialmente simili agli insetti adulti, ma prive di ali e caratterizzate da un apparato respiratorio diverso, adatto all’ambiente acquatico. Le ninfe, anch’esse carnivore, si nutrono di diversi invertebrati acquatici; quelle di alcune delle specie di dimensioni maggiori possono addirittura attaccare piccoli pesci. Le ninfe delle libellule sono dotate di una particolare mandibola estensibile, detta maschera, con la quale colpiscono la preda. La lunghezza del periodo ninfale varia, a seconda della specie, da uno a tre o più anni, durante i quali l'animale va incontro alla muta almeno dieci volte. Quando le ninfe sono completamente mature, lasciano l'ambiente acquatico e subiscono la metamorfosi definitiva, trasformandosi nella forma adulta.

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Specie rappresentative

Sono note approssimativamente 4900 specie di libellule, che vivono nelle regioni temperate e tropicali di tutto il mondo. Il sottordine degli zigotteri comprende diverse famiglie, alcune delle quali rappresentate anche in Italia, come i calotterigidi (con la specie, molto comune, Calopteryx virgo), i lestidi e gli agrionidi (con la specie Agrion puella, pure molto comune); fra le specie più diffuse nel continente americano vi sono Hetaerina americana e Calopteryx maculata. Fra le libellule in senso stretto (anisotteri), le specie più comuni in Italia sono Anax imperator e Anax parthenope, appartenenti alla famiglia degli escnidi, Cordulegaster annulatus, della famiglia dei cordulegastridi, Libellula depressa e Sympetrum sanguineum, della famiglia libellulidi. Una delle libellule dall'areale di distribuzione più vasto è Anax junius, un escnide presente in Asia, sulle isole del Pacifico e, nell'emisfero occidentale, dall'Alaska al Costa Rica.

Classificazione scientifica: Le libellule costituiscono l'ordine degli odonati, della classe degli insetti, phylum artropodi. L’ordine comprende i due sottordini degli zigotteri e degli anisotteri.

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