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Struttura articolo
Talvolta, ampie zone di pelle possono andare distrutte a causa di ustioni o di malattie, o essere asportate in seguito a un intervento chirurgico. In certi casi la rigenerazione della pelle in queste zone può avvenire naturalmente, per proliferazione cellulare a partire dai margini circostanti di pelle sana e dalle appendici cutanee sottostanti. La formazione di tessuto cicatriziale impedisce, tuttavia, la ricrescita della pelle sopra la zona denudata e può provocare una minore funzionalità della zona a causa della formazione di retrazioni o di aderenze. La copertura completa della zona lesa è facilitata dal ricorso a innesti cutanei, a tutto spessore o a spessore parziale (a seconda dell'indicazione) prelevate da un'altra parte del corpo (sito donatore) e applicate sulla superficie lesa (sito ricevente). Nei casi riusciti, l'innesto viene inizialmente nutrito dal siero emesso dal tessuto leso e poi dalla proliferazione di capillari, che dal tessuto sottostante vanno a colonizzare l'innesto. Alla fine, l'innesto si fonde con la pelle circostante, coprendo tutta la zona. Generalmente, gli innesti permanenti possono essere effettuati solo con frammenti di pelle prelevati dal corpo dello stesso individuo (autotrapianti) o di un gemello identico. Con l'eccezione dei trapianti tra gemelli identici, in genere gli innesti vengono riassorbiti in circa tre settimane. Sono state anche messe a punto tecniche di innesto di pelle artificiale, allo scopo di proteggere temporaneamente le ferite durante la guarigione. La pelle artificiale è formata da uno strato di derma di fibre proteiche animali e da uno strato epidermico di plastica al silicone. La pelle può essere anche clonata in vitro, anche se ciò che si riesce finora a ottenere è un tessuto privo della flessibilità necessaria alla crescita. Vedi anche Chirurgia plastica.
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