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Maiale domestico Mammifero artiodattilo domestico appartenente alla famiglia dei suidi, allevato in quasi tutto il mondo per la carne. Il maiale domestico discende da due specie di suidi selvatici, di cui una europea (Sus scrofa) e l’altra originaria dell’Asia sudorientale (Sus vittatus). I fossili più antichi che testimoniano la pratica della domesticazione del maiale sono stati rinvenuti in Turkestan e risalgono al VII millennio a.C. In Europa il maiale fu addomesticato a partire dal Neolitico; nelle Americhe fu introdotto da Cristoforo Colombo e dagli esploratori spagnoli. Oltre alla carne, il maiale fornisce il grasso, le setole, impiegate per la produzione di spazzole, e la pelle, ampiamente utilizzata in pelletteria per realizzare borse, calzature e guanti. L’allevamento del maiale prende il nome di suinicoltura.
Il maiale domestico adulto è caratterizzato da un corpo tozzo e massiccio, da un muso prominente, zampe corte con zoccoli fessi e coda corta. La dentatura comprende 44 denti, di cui i 4 canini sviluppati in zanne. La pelle o cotenna, spessa ma sensibile, è coperta da setole rade. Le zampe poggiano su due dita; lateralmente permangono residui vestigiali delle altre due. Il maiale è un animale onnivoro, molto adattabile a una vasta gamma di cibi. Tra le caratteristiche che rendono il maiale un animale ideale per l’allevamento vi sono la sua prolificità (in media, 8-9 maialini per cucciolata; in alcune razze fino a 20) e l’estrema rapidità dello sviluppo: il periodo di gestazione, di circa 115 giorni, è relativamente breve. L’allattamento dura fino a 4 settimane. Una scrofa, quindi, può partorire fino a due volte l’anno, a partire dai 6 mesi di età, quando raggiunge la maturità sessuale. Alla nascita i piccoli suini pesano circa 1 kg e sono lunghi una trentina di centimetri.
Oggi si stima che esistano circa 90 razze riconosciute e più di 200 varietà di maiale domestico, diverse per colore, taglia, forma della testa e delle orecchie. Nei paesi occidentali le principali razze d’allevamento sono otto. La razza Berkshire (nera a punti bianchi) e la Yorkshire sono originarie della Gran Bretagna; le razze Chester White, Duroc (rossa), Hampshire (nera con una fascia bianca), Poland China (nera a punti bianchi) e Spotted (nera a macchie bianche), invece, sono state selezionate negli Stati Uniti. La razza Landrace, caratterizzata da corpo allungato e colore bianco, è danese. In Italia le razze più comuni sono la Napoletana, di pelle nera; la Casentinese, originaria della Toscana, anch’essa di colore scuro; la Maremmana, di piccola taglia e di aspetto simile a quello del cinghiale. Oltre che nell’aspetto, le razze differiscono anche per il ritmo di crescita, il numero di piccoli per nidiata, le dimensioni dell’animale adulto e le abitudini alimentari. Gran parte della produzione commerciale di maiali è basata su animali ibridi selezionati con incroci studiati. L’incrocio fra razze diverse, infatti, produce una prole ibrida particolarmente vigorosa. I sistemi di incrocio più usati sono quelli a rotazione, che coinvolgono due o tre razze diverse. Classificazione scientifica: Il maiale domestico è classificato Sus scrofa domesticus nella famiglia dei suidi, sottordine suiformi, ordine artiodattili, classe mammiferi, phylum cordati.
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