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Risultati di Windows Live® Search Benedettini Monaci che seguono la regola elaborata da Benedetto da Norcia all’inizio del VI secolo: questi raccolse i primi discepoli a Subiaco, vicino a Roma, prima di fondare la celebre Abbazia di Montecassino, dove l’ordine si sarebbe organizzato secondo un modello destinato a conferire nuovo vigore all’ideale monastico in Occidente (vedi Monachesimo). La regola disciplina la vita comune dei monaci che, all’interno delle abbazie, devono alternare la preghiera e la meditazione con le attività manuali e intellettuali, organizzando la giornata in funzione del motto ora et labora (“prega e lavora”): questo semplice stile di vita rispondeva perfettamente ai sentimenti e alle esigenze dell’epoca in cui fu concepito, e le comunità monastiche, diffusesi in tutta Europa dopo la morte del fondatore, vennero a rappresentare il luogo privilegiato dove praticare i precetti del Vangelo. Le abbazie, inoltre, divennero ben presto anche la sede, oltre che di un’intensa attività produttiva in ambito agricolo e artigianale, di un particolare fervore di studio e di ricerca, soprattutto grazie all’opera degli amanuensi, monaci che si dedicavano alla copiatura dei capolavori della letteratura antica, rendendone possibile la trasmissione alle epoche successive. Il primo dei cinquanta benedettini saliti al soglio pontificio fu Gregorio Magno, che inviò Agostino di Canterbury a evangelizzare l’Inghilterra alla fine del VI secolo. Numerosi furono anche i vescovi provenienti dall’ordine, che nel XIV secolo contava circa 40.000 membri, scesi a non più di 5000 all’epoca della Riforma protestante. Già nel X secolo l’ordine aveva conosciuto, con il movimento sorto presso l’Abbazia di Cluny, lo zelo riformatore dei monaci che propugnavano diverse interpretazioni della regola. Il successo della riforma cluniacense determinò la reazione di quei monaci che, desiderosi di ritornare allo spirito originario della regola, nell’XI secolo diedero vita all’ordine dei cisterciensi.
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