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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Nel 1991, quando il maggior partner commerciale era rappresentato dall’URSS, le esportazioni furono pari a circa 235 milioni di dollari e le importazioni a 884 milioni. Oltre all’URSS, altri importanti partner commerciali erano la Gran Bretagna, la Germania e l’India. Negli ultimi anni il paese è stato più volte colpito da sanzioni economiche e ha conservato relazioni commerciali, oltre che diplomatiche, solo con alcuni paesi islamici, tra cui il Pakistan e l’Arabia Saudita; oggi le principali voci del commercio afghano riguardano le armi e l’oppio. L’unità monetaria corrente è il nuovo afghani, suddiviso in 100 puls; l’istituto centrale di emissione è la Banca centrale dell’Afghanistan.
I collegamenti interni sono estremamente limitati a causa delle condizioni impervie del territorio: il paese non è infatti dotato di una rete ferroviaria e i corsi dei fiumi sono solo in piccola parte navigabili e principalmente utilizzati per il trasporto del legname. La rete stradale, il cui tratto principale collega Kabul alle città più importanti, si estende per circa 34.789 km, asfaltati solo per il 24% e a tratti gravemente danneggiati a causa delle violente piogge primaverili e dei recenti combattimenti. Dromedari e altri animali da soma sono ampiamente utilizzati per il trasporto delle persone e delle merci. La Ariana Afghan Airlines, la compagnia aerea nazionale, ha rispreso le attività nel gennaio 2002 con voli nazionali e internazionali.
Monarchia fino al 1973 quando, detronizzato il re, fu instaurato un assetto istituzionale di tipo repubblicano, dal 1978 il paese fu sottoposto a un regime filosovietico e occupato da truppe sovietiche. Alla lunga guerra di liberazione seguì dal 1992 una cruenta guerra civile tra le varie fazioni vincitrici. Nel 1996 il paese cadde sotto il dominio del movimento integralista dei taliban, che impose la shariah (vedi Islam: La Shariah e i riti) come legge fondamentale dello stato e proclamò l’emirato islamico. Nel giugno 2002, dopo la sconfitta dei taliban per opera di una forza multinazionale guidata dagli Stati Uniti, è stato avviato un processo di transizione con l’insediamento di un governo provvisorio guidato da Hamid Karzai, il quale nelle elezioni del novembre del 2004 è stato eletto alla presidenza del paese. Secondo la nuova Costituzione, promulgata nel gennaio 2004, il paese si basa su un sistema parlamentare, nel quale forti poteri sono attribuiti al presidente. Nel settembre 2005 il paese si è recato alle urne per eleggere i 250 membri della Camera dei Rappresentanti; il Senato, in cui siedono dignitari eletti dalle amministrazioni locali e dal presidente, non ha un numero di seggi definito. Il sistema giudiziario è basato sulla shariah; al suo vertice è una Corte Suprema, i cui nove membri sono nominati dal presidente previa approvazione della Camera dei rappresentanti. È in vigore la pena di morte. La situazione del paese è tuttora instabile. Il controllo della capitale Kabul è affidato alle forze della NATO (ISAF, International Security Assistance Force).
Le prime testimonianze storiche relative al territorio dell’attuale Afghanistan risalgono al VI secolo a.C., quando il paese divenne parte dell’impero persiano degli achemenidi. Come tutto il resto dell’impero, la regione fu sottomessa intorno al 330 a.C. da Alessandro Magno, per passare, dopo la sua morte (323 a.C.), sotto la dominazione di Seleuco I Nicatore e, successivamente, del re indiano Chandragupta. In seguito, un’altra dinastia greca si stabilì nella Battriana (Afghanistan del nord), fondando uno stato che visse dal 256 al 130 a.C., quando venne sottomesso dai nomadi iraniani saka e più tardi dai kushana, che diffusero nella regione il buddhismo. Nel III e IV secolo d.C. i persiani sasanidi invasero il paese da ovest. Gli unni euftaliti, infine, controllavano gran parte del territorio dell’Afghanistan quando gli arabi, intorno alla metà del VII secolo, conquistarono la regione diffondendovi l’islam, che divenne, nel corso dei secoli, la religione più diffusa.
I turchi compirono la completa sottomissione del territorio tra il X e l’XI secolo per opera del sultano Mahmud di Ghazni. La cultura islamica ebbe il momento di massimo splendore sotto la dinastia afghano-iraniana dei Ghoridi (1148-1215) che gradualmente estesero il loro dominio nel nord dell’India, venendo infine sconfitti dalle orde del conquistatore mongolo Gengis Khan che giunse dal nord intorno al 1220. La maggior parte del paese rimase quindi sotto il dominio mongolo fino alla fine del XIV secolo quando un altro invasore, Tamerlano, conquistò il nord dell’Afghanistan. Tra i più importanti successori di Tamerlano vi fu Babur, fondatore nel Cinquecento della dinastia indiana dei Moghul. Sempre nel XVI secolo i safavidi iraniani e gli uzbeki del nord irruppero nella regione, dove però iniziò anche l’espansione degli afghani, che in seguito avrebbero dato il nome al paese.
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