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Risultati di Windows Live® Search Sasanidi o Sassanidi Dinastia che regnò sulla Persia dal 224 al 636. Prese il nome da Sasan, antenato del fondatore Ardashir I il quale, dopo aver sconfitto l’arsacide Artabano V, assunse nel 224 il titolo di “Re dei re” e nel 226 occupò Ctesifonte, facendone la capitale dell’impero. Durante il regno di Ardashir I i Sasanidi instaurarono un potere centralizzato basato sulla forza e sulla restaurazione della potenza persiana e imposero come religione imperiale lo zoroastrismo, perseguitando duramente gli altri culti. Alla sua morte gli succedette il figlio Shapur I (240-272), che proseguì la guerra contro i romani, iniziata dal padre, fino a sconfiggere e catturare l’imperatore Valeriano nel 260; tuttavia, vinto da Odenato, re di Palmira e alleato di Roma, dovette cedere la Mesopotamia e l’Armenia. Le ostilità con i romani furono riprese ancora da Narsete e da Shapur II (310-379) che, dopo alcuni successi, fu sconfitto dall’imperatore Valente e costretto a ritirarsi nella capitale. I sovrani che seguirono si scontrarono a più riprese contro i romani e gli eftaliti (o “unni bianchi”) che premevano sui confini nord-orientali dell’impero: durante il regno di Bahram IV (388-399) la lunga disputa sull’Armenia fu risolta da un accordo con i romani che prevedeva la divisione del territorio in due aree di influenza, mentre nel 483 Firuz II dovette arrendersi all’influenza e ai gravosi tributi imposti dagli eftaliti. Cosroe I (531-579), detto il Grande, riformò l’amministrazione dell’impero ed estese il proprio dominio dal Mar Nero al Caucaso; ma fu il nipote Cosroe II (590-628) a portare il regno alla massima estensione e potenza, fino a conquistare la Palestina e l’Egitto: sconfitto dall’imperatore bizantino Eraclio, fu fatto uccidere dal figlio. L’ultimo sovrano fu Yezdegard III (632-651) il quale, costretto ad abbandonare la capitale davanti all’avanzata araba nel 636, si rifugiò nell’attuale Turkmenistan dove venne assassinato nel 651.
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