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Ping pong o Tennistavolo Sport simile al tennis praticato da due o quattro giocatori. Il campo di gioco è costituito da un tavolo rettangolare, la cui superficie (2,74 m x 1,525 m) è posta a un’altezza di 0,76 m da terra; è suddiviso in due metà da una rete alta 15,25 cm, fissata al tavolo tramite morsetti e paletti di sostegno. Scopo del gioco è battere e ribattere, con una racchetta di legno rivestita di gomma, una pallina di celluloide (38 mm di diametro e 2,5 g di peso) nel campo dell’avversario, costringendolo a mancare la risposta, oppure a sbagliarla inviando la pallina fuori dal tavolo o in rete.
I colpi fondamentali del tennistavolo sono: il servizio (indifferentemente di diritto o di rovescio) che si effettua all’inizio di ogni scambio lanciando in alto la pallina con una mano e colpendola con la racchetta; il diritto e il rovescio, i due colpi più usati durante il gioco; la schiacciata, colpo molto potente che di solito permette al giocatore di chiudere il punto; e due colpi d’effetto: il top spin, che si effettua colpendo la pallina dal basso verso l’alto imprimendole un effetto rotatorio e aumentandone l’accelerazione; e il back spin, che segue un movimento dall’alto verso il basso producendo un effetto rotatorio all’indietro, abbassando la traiettoria della pallina e smorzandone il rimbalzo.
Un incontro si svolge al meglio di tre o cinque partite: ogni partita viene vinta dal giocatore che per primo consegue 21 punti con un minimo di 2 punti di vantaggio sull’avversario. Sono previsti incontri di singolare, doppio e doppio misto. Il tennistavolo nacque in Inghilterra come gioco di società all’inizio del Novecento. Quando, nel secondo decennio del secolo, le palline di celluloide iniziarono a sostituire quelle di gomma e sughero, il gioco guadagnò popolarità e iniziò a diffondersi anche negli Stati Uniti. I primi set per tennistavolo a essere messi in vendita avevano nomi commerciali quali Gossimar, Whiff-Whaff e Ping-Pong: quest’ultimo era il più diffuso – tanto da dare il nome al gioco – e in seguito venne brevettato. Un incontro fra rappresentanti di cinque paesi, tenutosi nel 1926 a Berlino, portò alla nascita della ITTF (International Table Tennis Federation) e alla prima edizione dei Campionati mondiali, svoltasi proprio a Berlino. Il tennistavolo è oggi uno sport diffuso in tutto il mondo; la federazione raccoglie 145 paesi e organizza i Campionati mondiali, che si tengono ogni due anni. Il tennistavolo venne ammesso alle Olimpiadi nel 1988, nell’edizione di Seoul. I paesi più forti sono la Cina (che ha dominato la specialità dagli anni Sessanta agli inizi degli Ottanta), il Giappone, l’Ungheria, la Corea del Sud, la Svezia. Le manifestazioni agonistiche più importanti sono la Coppa del Mondo di singolo e a squadre, la Coppa Europa, la Coppa Asia per nazioni, i Giochi Asiatici e la Coppa Campioni d’Europa per club. In Italia la disciplina, amministrata dalla FITeT (Federazione Italiana Tennistavolo), è molto diffusa a livello amatoriale, mentre a livello agonistico ha ancora una presenza limitata. Il miglior risultato di tutti i tempi per i colori azzurri è stato ottenuto nel 2003 dalla nazionale femminile, con la conquista della medaglia d’oro ai Campionati europei. Il più grande giocatore italiano, il marchigiano Massimo Costantini (1958), detiene il record assoluto, fra tutti gli sport, di presenze in maglia azzurra: 452, nell’arco di 22 anni, e precede, in questa particolare classifica di longevità, vecchie glorie dello sport italiano come il calciatore Silvio Piola, il tennista Nicola Pietrangeli e il cestista Dino Meneghin.
Nell’aprile 1971 la tournée in Cina di una squadra statunitense di ping pong segnò simbolicamente il disgelo diplomatico tra le due potenze, concretizzato alcuni mesi dopo con la missione segreta a Pechino del segretario di stato Henry Kissinger e con la visita ufficiale del presidente americano Richard Nixon nel febbraio del 1972. Questo curioso connubio di sport e politica estera fu giornalisticamente denominato “diplomazia del ping pong”.
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