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Risultati di Windows Live® Search Jackson, Andrew (Waxhaw, South Carolina 1767 - The Hermitage, Nashville 1845), settimo presidente degli Stati Uniti d’America (1829-1837). Avvocato, nel 1796 collaborò alla stesura della Costituzione del Tennessee; nello stesso anno venne nominato deputato per quello stato al Congresso degli Stati Uniti. Durante la guerra del 1812 guadagnò enorme popolarità grazie alla sconfitta inferta agli indiani creek, che costituivano una minaccia per i confini sudorientali del paese. Una seconda vittoria militare contro gli inglesi, nel 1815, lo elevò al rango di eroe nazionale e gli spianò la strada verso la presidenza. Nel 1824 si candidò alle elezioni presidenziali per il Partito democratico, ma non ottenne la maggioranza assoluta e al suo posto fu eletto John Quincy Adams. Quattro anni dopo si ripresentò e fece il suo ingresso alla Casa Bianca. Nel corso della sua amministrazione le iniziative adottate non sembrarono rispondere a un preciso disegno politico; Jackson si fece garante dei diritti degli stati rifiutandosi di intervenire quando la Georgia violò i diritti degli indiani d’America sui territori loro garantiti da un trattato federale, ma si mostrò un fermo difensore delle leggi federali minacciando l’invio di truppe nel South Carolina, se lo stato avesse persistito nell’invalidare o ignorare le leggi sulle tariffe doganali. La sua rielezione nel 1832 fu però la dimostrazione che egli godeva ancora di una grande popolarità. Nel 1834 si formò un nuovo partito di opposizione, il partito Whig (vedi Partito repubblicano), che intendeva contrastare la politica finanziaria del presidente, ritenuta da molti clientelare. In seguito al tentativo di Jackson di ritirare i fondi federali della Banca degli Stati Uniti a favore di una serie di istituzioni minori dirette da politici a lui fedeli, il Senato votò, per la prima volta nella storia, la censura a un presidente (1834) accusandolo di atteggiamento incostituzionale. Jackson rimase comunque in carica fino alla scadenza del secondo mandato e con gli anni riuscì a confutare le accuse che gli erano state mosse.
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