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Risultati di Windows Live® Search Cloroformio Liquido incolore di formula CHCl3 con odore simile a quello dell'etere e molto più dolce del saccarosio. Ha densità relativa 0,5 ed è insolubile in acqua ma completamente miscibile con vari composti organici. Viene usato come solvente per oli, resine e grassi, e per alcuni elementi apolari, come lo zolfo e lo iodio. Può essere preparato per clorurazione del metano, secondo la reazione CH4 + 3 Cl2 → CHCl3 + 3 HCl, oppure per trattamento dell'alcol etilico o dell'acetone con ipocloriti. Il più importante metodo di sintesi industriale è basato sulla reazione del tetracloruro di carbonio con ferro e acidi. Preparato per la prima volta nel 1831, venne usato come narcotico nel 1847 in uno dei primi esperimenti di anestesia chirurgica. Oggi trova sempre più raramente impiego come anestetico, perché in presenza di luce tende a decomporsi formando il fosgene, un composto di formula COCl2 (carbonilcloruro), estremamente tossico. Inoltre, anche se puro, può causare paralisi cardiaca, mediamente in un caso su 3000.
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