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Abitata dai caribi, l’isola fu probabilmente raggiunta nel 1502 da Cristoforo Colombo, nel corso del suo quarto e ultimo viaggio in America. Nel 1635 la Francia ne prese possesso, affidandone nel 1664 l’amministrazione alla Compagnia delle Indie orientali. L’isola conobbe un forte sviluppo agricolo (canna da zucchero, cacao, caffè, cotone) e diventò uno dei maggiori nodi della tratta degli schiavi. Tornata alla Corona nel 1674, tra il Settecento e l’Ottocento l’isola fu teatro di violente rivolte di schiavi; nel contempo fu coinvolta nelle contese tra Francia e Inghilterra, che la possedette per brevi periodi. La schiavitù, abolita dai britannici durante l’ultima occupazione (1794-1802), fu ripristinata dai francesi e rimase in vigore fino al 1848. Nei decenni seguenti la manodopera schiava venne sostituita gradualmente da immigrati indiani e cinesi, ma l’economia agricola basata sulle piantagioni entrò definitivamente in crisi. Nel 1902 Saint-Pierre, allora la città principale, venne distrutta dall’eruzione del vulcano Pelée. Diventata dipartimento d’oltremare nel 1946, la Martinica conobbe in seguito lo sviluppo del turismo. Con la revisione costituzionale del 2003 l’isola è diventata un dipartimento e regione d’oltremare.
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