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Struttura articolo
Introduzione; Ciclo idrologico; Regime di flusso; Trasporto di sedimenti; Ecologia; Importanza dell'ecosistema-fiume; I fiumi e l'uomo; L'inquinamento
Quando un fiume trasporta grandi quantitativi di sedimenti fino allo sbocco nel mare, in un lago o in un fiume più grande, generalmente crea un delta, terreno alluvionale formato dall’accumulo di sedimenti. Presso il delta il fiume si apre a ventaglio, dividendosi in numerosi canali secondari che cercano uno sbocco attraversando la superficie dei sedimenti accumulati. Gran parte dei fiumi però non trasporta sedimenti sufficienti a costituire un delta, ma sfocia nel mare con un estuario: si tratta d'una zona di transizione nella quale l'acqua dolce del fiume si unisce e si mescola con quella salata del mare sotto l'azione delle maree. Gli estuari costituiscono gli habitat di varie specie di animali e forniscono siti ben riparati dove molto spesso vengono creati i porti.
Lungo l'intero corso di un fiume, dalla sorgente alla foce, attraverso rigagnoli, torrenti, fiumi pedemontani e fiumi di pianura, si sviluppano ecosistemi detti delle acque lotiche, ovvero delle acque correnti. La principale caratteristica di questo tipo di ecosistemi è la velocità della corrente, dalla quale dipendono temperatura, quantità di ossigeno disciolto, conformazione dell’alveo, tipo di sedimenti deposti sul fondo e grado di inquinamento. A loro volta, tutti questi parametri influiscono sul tipo di comunità di viventi che vi si adattano.
Mentre la struttura e la distribuzione delle comunità dette lentiche (cioè, delle acque ferme, i laghi) è fondamentalmente legata alla profondità, le comunità lotiche presentano anche una zonazione longitudinale dovuta al variare delle caratteristiche fisiche dell’ambiente lungo il percorso fluviale. Ad esempio, l’aumento della temperatura, della torbidità e del carico di concentrazione delle sostanze nutritive e, per contro, la diminuzione della velocità della corrente, dell’ossigeno disciolto e della granulometria dei sedimenti sono variazioni tipiche in un fiume che procede verso la sua foce. Per rendere sistematico lo studio delle comunità che vivono in un ambiente di acque lotiche, è necessario operare una zonazione, vale a dire individuare zone distinte all’interno del corso d’acqua, diverse per i valori che determinati parametri significativi assumono al loro interno. Uno dei sistemi di zonazione possibili è quello che adotta come parametri significativi la larghezza dell’alveo e la sua pendenza: la combinazione dei due parametri determina infatti la velocità della corrente, e quindi tutti i fattori abiotici dell’ecosistema. Le zone individuate prendono il nome dalle principali specie ittiche che in esse si trovano; così, il corso di un tipico fiume dell’Europa occidentale temperata può risultare suddiviso nelle seguenti zone, al crescere della larghezza dell’alveo e al diminuire della pendenza: zona a trote, zona a temoli, zona a barbi e zona a ciprinidi. A ognuna di esse è associata tutta una fauna di pesci e invertebrati che affiancano le specie ittiche rappresentative da cui prendono il nome.
Si possono riconoscere comunità tipiche delle sorgenti e del tratto torrentizio, pedemontano e di pianura del fiume. Il corso d’acqua di tipo torrentizio è caratterizzato da una forte velocità della corrente, da acque fortemente ossigenate e povere di nutrienti: la vita vegetale è rappresentata da alghe epilitiche e muschi (genere Fontinalis), mentre la fauna del bentos è povera e costituita da efemeridi, tricotteri e plecotteri. Tra i pesci dominano i salmonidi. Nel tratto pedemontano del fiume la vegetazione è rappresentata da miriofillo (genere Myriophyllum) e dal ranuncolo d’acqua sui greti, mentre il potamogeto (genere Potamogeton) e il coltellaccio (genere Sparganium) sono più comuni sui fondi a tessitura più fine. Diminuendo la velocità della corrente, la fauna si fa più ricca e oltre ai già citati gruppi appaiono anche chironomidi, gasteropodi e oligocheti. In pianura la vegetazione, caratterizzata da potamogeto, giunco (Scirpus), tifa (Typha), cannuccia di palude (Phragmites), cresce rigogliosa lungo le sponde e gli invertebrati, generalmente eurieci (cioè capaci di sopportare forti variazioni dei parametri ambientali), sono rappresentati da moltissimi gruppi di insetti, molluschi e crostacei. Tra i pesci dominano i ciprinidi (quali il barbo, il cavedano e il vairone). Nelle zone stagnanti del fiume sono spesso comuni altri ciprinidi (come la carpa e la tinca), il pesce persico e specie tipiche di ambienti lacustri, ad esempio il pesce gatto, il luccio e la bottatrice.
Le specie animali e vegetali che si trovano nelle acque correnti dispongono di particolari adattamenti morfologici e fisiologici che consentono loro di vivere, nutrirsi e riprodursi anche in condizioni di forte turbolenza. Alcuni presentano un corpo idrodinamico, “disegnato' appositamente per opporre una minore resistenza all'acqua; ne sono un esempio le trote e le larve di alcune specie di efemerotteri. Altri, quelli adattati a vivere a contatto con il fondo, presentano invece un corpo appiattito, che consente di infilarsi sotto le rocce al riparo dalla corrente: è il caso delle larve di alcuni insetti dell’ordine dei plecotteri. Altri ancora dispongono di speciali organi di attacco, con cui contrastare la forza dell’acqua: alcune larve, ad esempio, si ancorano alle rocce per mezzo di ventose e uncini addominali; quelle di certi tricotteri si costruiscono con frammenti di pietra minuscoli astucci, all’interno dei quali si rifugiano. I muschi si fissano saldamente sui ciottoli del fondo e si sviluppano parallelamente alla direzione della corrente, e le alghe sessili crescono sulle superfici rocciose e sono rivestite di una sostanza gelatinosa che favorisce lo scorrimento dell’acqua, riducendone l'attrito. Nei punti in cui i corsi d'acqua si allargano su aree relativamente pianeggianti, la velocità della corrente tende a diminuire e i margini dell'alveo si popolano di specie adatte a vivere in acque un po' più tranquille e calde, come vari tipi di insetti acquatici capaci di nuotare in superficie, microrganismi tipici del plancton vegetale (fitoplancton) e alcune piante acquatiche provviste di radici.
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