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Introduzione; Crisi che precedettero la guerra (1905-1913); Dichiarazioni di guerra; 1914-1915: dalla guerra-lampo alla guerra di trincea; 1916: la guerra di posizione; 1917: l’entrata in guerra degli Stati Uniti e il ritiro russo; 1918: la fine del conflitto; La guerra sul mare; La guerra aerea; I trattati di pace; Bilancio della guerra
Prima guerra mondiale Guerra combattuta tra il 1914 e il 1918 da ventotto nazioni, raggruppate negli opposti schieramenti delle Potenze alleate (comprendenti tra le altre Gran Bretagna, Francia, Russia, Italia e Stati Uniti) e degli Imperi Centrali (Germania, Austria-Ungheria, Turchia e Bulgaria). Causa immediata della guerra fu l’assassinio, il 28 giugno del 1914 a Sarajevo, dell’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austroungarico, per mano del nazionalista serbo Gavrilo Princip; le cause fondamentali del conflitto vanno tuttavia ricercate nelle contrastanti mire imperialistiche delle potenze europee, cresciute in un clima di esasperato nazionalismo. Soprattutto a partire dal 1898, i contrapposti interessi di Francia, Gran Bretagna e Germania (e in misura minore di Austria, Russia e Giappone) alimentarono uno stato di costante tensione internazionale, che spinse i governi a mantenere permanentemente in stato di allerta eserciti sempre più armati e ad accrescere la potenza delle proprie marine militari. I tentativi di fermare questa corsa al riarmo (che furono oggetto delle conferenze dell’Aia del 1899 e del 1907) ebbero scarso effetto, e non riuscirono a impedire lo strutturarsi dell’Europa attorno a due coalizioni ostili: la Triplice Alleanza tra Germania, Austria-Ungheria e Italia, e la Triplice Intesa tra Gran Bretagna, Francia e Russia.
Tra il 1905 e il 1913 varie crisi e guerre locali portarono la situazione al limite del conflitto generale. Due di queste (“crisi marocchine”) furono il risultato del tentativo tedesco di sostenere l’indipendenza del Marocco nei confronti dell’occupazione francese, questione poi risolta pacificamente dalla conferenza di Algeciras. Un’altra crisi si aprì nei Balcani nel 1908 in seguito all’annessione della Bosnia-Erzegovina da parte dell’impero austroungarico; in questo caso la guerra fu evitata solo perché la Serbia, che coltivava mire espansionistiche sulla regione, non poteva agire senza il sostegno della Russia, all’epoca non ancora disposta al conflitto. Vedi anche Questione d’Oriente. Approfittando del fatto che l’attenzione delle grandi potenze era rivolta alla questione marocchina, l’Italia dichiarò guerra alla Turchia nel 1911 per annettersi la regione di Tripoli (guerra italo-turca), mentre le guerre balcaniche del 1912-13 ebbero il risultato di rafforzare le tendenze aggressive del regno di Serbia nella regione, peggiorando ulteriormente i suoi rapporti con Vienna, e di suscitare desideri di vendetta e di riscatto nella Bulgaria e nella Turchia. L’assassinio dell’arciduca austriaco Francesco Ferdinando agì perciò da detonatore in un’Europa già profondamente lacerata da rivalità nazionalistiche, con effetti catastrofici.
Il governo di Vienna, ritenendo l’assassinio opera del movimento nazionalista serbo, assicuratosi l’appoggio della Germania inviò un ultimatum alla Serbia, ritenuta responsabile di un piano antiaustriaco. A quel punto la catena delle alleanze fece precipitare la situazione e in rapida successione si ebbero la dichiarazione di guerra dell’Austria alla Serbia (28 luglio 1914), la mobilitazione della Russia, le dichiarazioni di guerra della Germania alla Russia (1° agosto) e alla Francia, con la conseguente invasione del Belgio (3 agosto), e l’entrata in guerra della Gran Bretagna a sostegno dei belgi (5 agosto) che provocò la reazione tedesca. Mentre l’Italia si dichiarava neutrale, anche il Giappone (alleatosi con gli inglesi nel 1902) dichiarò guerra al Secondo Reich tedesco il 23 agosto, attaccandone subito dopo i possedimenti asiatici. La firma del trattato di Londra, avvenuta il 5 settembre 1914, sanciva l’alleanza tra Francia, Gran Bretagna e Russia.
Le operazioni militari si svolsero su tre diversi fronti: occidentale, o franco-belga; orientale, o russo; meridionale, o serbo. Nel novembre del 1914 la Turchia entrò in guerra a fianco degli Imperi Centrali, estendendo così il quadro delle operazioni al Medio Oriente. Nel 1915 si aprirono due ulteriori fronti: quello austro-italiano, dopo l’entrata in guerra dell’Italia, alleata dell’Intesa in virtù del patto di Londra firmato il 26 aprile, e quello sulla frontiera greca a nord di Salonicco, a seguito dell’intervento della Bulgaria a fianco degli Imperi Centrali nell’ottobre successivo.
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