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Introduzione; I primi anni; L’esordio della Riforma; La “guerra dei contadini” e la diffusione delle idee luterane; Gli ultimi anni; La teologia luterana
Dal 1537 Lutero, oppresso da problemi di salute, si dedicò prevalentemente a scritti polemici. Preoccupato dal risorgere del papato e per quello che egli interpretò come un tentativo degli ebrei di approfittare della disputa religiosa tra i cristiani per riaprire la questione del messianismo di Cristo, ingaggiò una polemica violenta contro di essi, contro il papato e i riformatori più radicali, gli anabattisti. All’inizio del 1546 fu chiamato a Mansfeld per risolvere il contrasto tra due principi locali; riuscì nell’impresa, ma si ammalò e si spense ad Eisleben il 18 febbraio 1546.
Lutero non creò un sistema teologico vero e proprio, ciononostante la sua opera esercitò un’enorme influenza. I suoi scritti traevano ispirazione dai suoi studi sul Nuovo Testamento e dalla dottrina di sant’Agostino.
Secondo Lutero Dio comunica con l’uomo mediante la Legge e il Vangelo. La Legge, esemplificata nei Dieci Comandamenti e nei precetti fondamentali, esprime le attese di Dio: ognuno, indipendentemente dalle proprie convinzioni religiose, può accedere alla Legge attraverso la propria coscienza e le tradizioni etiche della propria cultura, anche se l’interpretazione di essa è sempre distorta dal peccato. La Legge mantiene l’ordine nel mondo, nella società e nella vita individuale e avvicina l’uomo al perdono e a Cristo malgrado il peccato originale. Dio inoltre si avvicina all’uomo tramite il Vangelo, la “buona novella”. Secondo Lutero la teologia tradizionale incorre nell’errore se confonde la Legge con il Vangelo: l’uomo pretende di meritare ciò che non può che essere dono incondizionato della grazia divina, ottenuta in virtù della sola fede: “sola gratia, sola fide”.
Secondo Lutero i cristiani, in quanto uomini, sono contemporaneamente peccatori e santi. Il peccato è una caratteristica permanente e diffusa sia nella Chiesa sia nel mondo, e un santo non è un esempio di moralità, ma un peccatore che accoglie la grazia divina. A tutti, dai cittadini più rispettabili ai criminali, è necessario il perdono divino.
Secondo Lutero, Dio si manifesta agli uomini sotto forme finite e terrene, piuttosto che sotto forma di divinità pura. Per esempio, Dio si rivelò in Gesù Cristo, che espresse il suo messaggio attraverso le parole umane degli autori del Nuovo Testamento; i credenti ricevono il suo corpo e il suo sangue, secondo la formula di Lutero, “nel, con e attraverso” il pane e il vino della santa Comunione. Lutero negò la tradizionale distinzione tra attività sacre e attività secolari: nel momento in cui gli esseri umani si mettono al servizio degli altri e del mondo e ottemperano alle proprie “vocazioni” come madri, padri, artigiani, governanti o sudditi, sono tutti strumenti di Dio, che agisce nel mondo attraverso di essi.
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