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Risultati di Windows Live® Search Olimpia Antica sede dei giochi olimpici, che i greci celebravano ogni quattro anni. Situata in una valle interna dell'Elide nel Peloponneso occidentale, presso il corso del fiume Alfeo, Olimpia non era una vera e propria città ma la sede di un santuario con edifici legati ai giochi o al culto degli dei, destinata a divenire un centro religioso di grande importanza, come testimoniano i tesori d'arte greca qui concentrati: templi, monumenti, altari, teatri, statue e oggetti votivi in bronzo e in marmo. L'Altis, o recinto sacro, era costituito da un'area sopraelevata di circa 200 m di lunghezza per quasi 177 m di larghezza. Al suo interno si trovavano i monumenti di culto più importanti e altri edifici legati all'amministrazione dei giochi. Il tempio più famoso era quello di Zeus, padre degli dei e degli uomini. Al suo interno si trovava la statua crisoelefantina di Zeus, realizzata da Fidia nel 430 a.C. e considerata una delle sette meraviglie del mondo. L'Heraion, tempio dedicato a Era, e forse in origine anche a Zeus, costituisce probabilmente il più antico esempio di edificio dorico conosciuto: qui venivano poste le corone preparate per premiare i vincitori dei giochi. Gli edifici di carattere votivo includevano una via fiancheggiata dai dodici thesauroi, i templi che custodivano i tesori delle relative città, e il Philippeion, un edificio ionico circolare dedicato nel IV secolo a.C. a Filippo II re della Macedonia. A est dell'Altis si trovavano lo stadio e l'ippodromo, dove avevano luogo le diverse competizioni, a ovest la palestra o scuola di lotta, e il ginnasio, dove ogni atleta doveva allenarsi per almeno un mese prima di poter partecipare ai giochi. I primi scavi di Olimpia furono avviati dai francesi nel 1829; gli scavi dei tedeschi, condotti tra il 1875 e il 1881, portarono alla luce le piante di molti edifici. Le ricerche proseguirono a più riprese dal 1936 al 1961, e permisero il ritrovamento di numerosi oggetti d'arte tra i quali la statua marmorea di Ermes con Dioniso infante, opera di Prassitele (340 ca. a.C.).
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