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Introduzione; Quiescenza del seme; Fattori che influiscono sulla germinazione; Fasi della germinazione
Germinazione Processo di sviluppo di un seme o di una spora che porta alla formazione di un nuovo individuo. Nelle spermatofite, in particolare, tale processo costituisce l’inizio della crescita dell’embrione che si trova racchiuso dentro il seme, e nella maggior parte delle specie avviene dopo una fase più o meno lunga in cui il seme apparentemente non svolge attività metaboliche.
Molti semi, prima di poter iniziare a germinare, richiedono un periodo di riposo, durante il quale le loro attività metaboliche sembrano ferme. Tale fase prende il nome di quiescenza. Durante questo periodo, in realtà, i semi possono completare la propria maturazione (come avviene in alcune orchidee), mentre altri vanno incontro a trasformazioni chimiche preparatorie alla germinazione. La quiescenza è spesso necessaria perché il seme germini solo quando le condizioni ambientali sono favorevoli. Alcuni semi hanno un periodo di quiescenza più duraturo, poiché sono rivestiti da tegumenti coriacei. L'intervallo di tempo in cui i semi sono in grado di germinare non è illimitato ed è una caratteristica specifica di ciascuna varietà vegetale: i semi del salice, ad esempio, dal momento in cui si staccano dalla pianta madre hanno a disposizione solo pochi giorni, mentre i semi del loto indiano possono germinare anche 3000 anni dopo essere stati dispersi nell'ambiente.
Il controllo della quiescenza dei semi e l’inibizione dei processi di germinazione avvengono in modo complesso, e sono regolati da ormoni vegetali, dal fitocromo e da fenomeni chimici. Ad esempio, i semi presenti in alcuni frutti carnosi non germinano perché vengono inibiti da fenomeni osmotici; altri semi producono ammoniaca o cianuro; altri ancora, particolari acidi organici. Molti semi sono inibiti dall’azione dell’ormone acido abscissico, ABA. In alcune specie, i semi possiedono il cosiddetto tappo strofiolare, ossia una masserella di tessuto che ostruisce la piccola apertura presente nei semi stessi, impedendo l’ingresso dell’ossigeno e dell’acqua.
Affinché un seme possa germinare, devono verificarsi precise condizioni ambientali. Infatti, l’individuo che si sviluppa dal seme deve essere in grado di sopravvivere e necessita, pertanto, di una particolare temperatura ambientale, della disponibilità di acqua, di sostanze nutritive, di una certa quantità di luce, fattori che devono essere adeguati alle caratteristiche della specie cui esso appartiene. In molti casi, la temperatura di germinazione ottimale è compresa tra 25 e 30 °C, ma alcuni semi richiedono climi più rigidi (0-5 °C). In alcune specie, la germinazione può verificarsi soltanto se i semi sono stati parzialmente digeriti dai succhi gastrici di uccelli o di altri animali. In altri casi, come in molte piante desertiche, la germinazione avviene dopo che i rivestimenti dei semi sono stati dilavati dalle piogge; in tal modo, essi risultano di più facile rottura da parte dell’embrione in via di sviluppo, e la germinazione avviene quando il terreno è sufficientemente impregnato di acqua. In ambienti in cui si verificano incendi naturali, come le praterie, il calore rappresenta un fattore che favorisce la germinazione, lesionando i tegumenti dei semi.
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