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Erisipela Patologia contagiosa e infettiva dell’apparato tegumentario, che colpisce anche il tessuto connettivo sottocutaneo ed è caratterizzata da infiammazione localizzata ed eritema. L'erisipela è spesso conseguente all'infezione di una ferita. Essa tende inoltre a presentarsi nelle zone in cui vi sia stata una lesione dei vasi linfatici, ad esempio in seguito a un intervento chirurgico. Nei neonati può essere conseguente all'infezione del moncone ombelicale.
L'erisipela è causata dal batterio Streptococcus pyogenes e si manifesta all'inizio con sintomi vari, come cefalea, febbre, nausea e vomito. La lesione cutanea si presenta tipicamente come una zona eritematosa, di colore rosso vivo, calda e in rilievo. In alcuni casi, vi può essere il coinvolgimento di un arto, con ostruzione dei vasi linfatici, soprattutto negli anziani, nei bambini e nei neonati. Se non trattata, l'erisipela si può diffondere nei tessuti più profondi, provocando un'invasione batterica del sistema circolatorio che può risultare fatale.
Questa patologia può essere curata con gli antibiotici, penicillina ed eritromicina, che possono essere somministrati per via orale o endovenosa a seconda dell'estensione delle lesioni. Prima della scoperta degli antibiotici, l'erisipela costituiva una malattia comune fra i soggetti malnutriti e, in particolare, fra gli alcolisti. Inoltre, essa risultava più frequente tra le donne che fra gli uomini, perché poteva spesso presentarsi in associazione con la febbre puerperale, patologia anch'essa causata da un'infezione da streptococchi. L'erisipela può talvolta presentarsi in forma epidemica, cioè può diffondersi rapidamente e colpire molti individui che vivono in uno stesso territorio; inoltre, può dare luogo a recidive, in particolare nelle donne durante il ciclo mestruale (in questo caso, si parla di erisipela catameniale).
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