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Bacillo Nome comune con cui si indicano i batteri del genere Bacillus. Il termine “bacillo” può anche avere un’accezione generica, essendo talvolta impiegato in sostituzione di “batterio”; inoltre, analogamente ai termini “cocco” e “spirillo”, definisce una delle forme che si riscontrano nei batteri, e corrisponde alla morfologia a bastoncino. Il genere Bacillus comprende specie Gram-positive, caratterizzate da forma allungata e lunghezza compresa tra 0,2 e 10 µm. I bacilli possiedono metabolismo aerobio e sono dotati di flagelli mediante i quali sono in grado di compiere moderati spostamenti. Sono inoltre in grado di formare spore, ovvero forme di resistenza capaci di sopravvivere per periodi di tempo estremamente lunghi (anche per secoli), a temperature elevate e a condizioni prolungate di siccità. Le spore si differenziano all’interno delle cellule (endospore); giunte a maturità, vengono liberate per lisi della cellula madre. La capacità di formare spore accomuna i bacilli ai clostridi, cui probabilmente hanno dato origine nel corso dell’evoluzione. I bacilli si trovano in tutti gli ambienti terrestri; alcune specie rivestono un ruolo importante nei cicli biogeochimici dell’azoto e del carbonio.
Nel genere Bacillus sono comprese numerose specie, alcune delle quali patogene per l’uomo (B. anthracis e B. cereus). La specie B. thuringiensis è parassita delle larve di alcuni lepidotteri nocivi per le piante, come il mais. Ciò ha permesso l’elaborazione di preparati per controllare in modo biologico la proliferazione delle larve (vedi Lotta antiparassitaria), contenenti in forma cristallizzata una tossina secreta da questo microrganismo. I geni del B. thuringiensis sono anche stati utilizzati per creare piante transgeniche; i vegetali, dopo la modificazione del DNA, acquistano la capacità di produrre la tossina e diventano più resistenti all’infestazione. La specie B. subtilis svolge un ruolo come denitrificante nel ciclo dell’azoto, riducendo i nitrati (-NO3) in nitriti (-NO2).
La specie B. anthracis fu identificata nel 1873 come agente responsabile del carbonchio, grave affezione cui andavano soggetti gli addetti agli allevamenti di bovini, ovini e altri erbivori. La patogenicità di questo microrganismo è dovuta a una specifica tossina; questa, secondo la via di contagio (attraverso la cute, l’apparato respiratorio o digerente), esercita un’azione necrotizzante sui tessuti interessati (rispettivamente, la superficie cutanea, gli alveoli polmonari e i vasi linfatici, oppure la mucosa intestinale) e determina le gravi manifestazioni tipiche di questa malattia. B. cereus può contaminare alimenti quali salse e preparazioni a base di carne o riso; penetrando nell’organismo attraverso il tubo digerente, causa forme di intossicazione i cui sintomi consistono in acuti dolori addominali, diarrea o vomito. Le infezioni da bacillo rispondono al trattamento con antibiotici, soprattutto alle tetracicline e al cloramfenicolo.
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